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Rilievi Drone
AGRICOLTURA DI PRECISIONE
ISPEZIONE PANNELLI SOLARI
LOTTA AL FUOCO
ISPEZIONE IMPIANTI PER LA TELECOMUNICAZIONE
RILIEVI E MAPPATURE 3D
ISPEZIONE STRUTTURE, VIADOTTI E PONTI
ISPEZIONE VULCANI
ISPEZIONE LINEE ELETTRICHE AD ALTA TENSIONE
SEPARATORE



SEPARATORE



AGRICOLTURA DI PRECISIONE



L’agricoltura di precisione è una strategia gestionale dell’agricoltura che si avvale di moderne strumentazioni ed è mirata all’esecuzione di interventi agronomici tenendo conto delle effettive esigenze colturali e delle caratteristiche biochimiche e fisiche del suolo. (fonte Wikipedia)

Gli agrotecnici e tutti coloro che potranno trarre enormi benefici dall’utilizzo dei droni studiati e progettati per “l’agricoltura di precisione”(l’utilizzo di sensori multispettrali e termici in abbinamento alla georeferenzazione) potranno analizzare in modo semplice e veloce la situazione della coltura, così da poter intraprendere in modo tempestivo eventuali azioni correttive o valutare anomalie che, se osservate da terra o con mezzi tradizionali, non sono sempre così evidenti.


Questo si trasforma in una più proficua gestione del terreno, finalizzata ad aumentare la redditività della coltura, sia in termini di produzione che di fatturato.

Fondi per l’agricoltura: in arrivo nuovi stanziamenti per le aziende agricole
Siamo già proiettati verso il 2030 con  vari contributi all’agricoltura che mira al benessere, all’alimentazione e al futuro dell’europa.
Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica per l’acquisto di droni nel settore agricolo i super e iper ammortamenti sono stati prorogati a fine 2018.
Altri ad esempio: la Regione Campania ha stanziato 1,8 miliardi per supportare lo sviluppo delle aziende agricole. I primi fondi arriveranno nel 2018, e saranno ben 180 milioni a disposizione delle aziende che vogliono ammodernarsi. Quale momento migliore per investire in tecnologia?

Approccio a queste tecnologie
Sempre più aziende agricole si stanno avvicinando a queste tecnologie, addirittura dotando i mezzi già in loro possesso (trattori, trebbiatrici, etc.) di strumenti di comunicazione idonei a sfruttare i dati provenienti dai droni per gestire al meglio il terreno e per monitorare la situazione in tempo reale.



Riportiamo qua di seguito alcuni esempi per capire meglio come poter impiegare i droni nell’ambito dell’agricoltura di precisione.
Utilizzando ad esempio tecnologie multispettrali, si possono monitorare le colture in modo preciso e, con particolari telecamere, si è in grado di vedere le frequenze nanometrice (colori specifici). Questo permette di capire se vi sono anomalie ed eventualmente localizzarle con precisione, come avviene per alcuni parassiti che con la propria tonalità di pigmento fanno cambiare il colore della foglia. Con questa tecnologia possiamo quindi vedere il suo colore specifico e operare immediatamente con una disinfestazione precisa e mirata nella zona colpita.
Sempre più nell’ultimo periodo, stiamo progettando e consegnando molte macchine per il trattamento biologico delle colture colpite da parassiti infestanti. Si tratta di droni ad alto rendimento, capaci di trattare dai 6 ai 10 ettari in un unico volo, dotati di particolare attrezzature per cospargere il terreno di antagonisti naturali. Uno degli ultimi lavori è stato quello di realizzare una macchina con una tramoggia che disperdesse sul territorio sorvolato delle larve di TRICOGRAMMA BRASSICAE, distribuite da una multinazionale Olandese che servono a contrastare in modo biologico ed estremamente efficace le infestazioni da PIRALIDE.



Un altro esempio in cui viene usato il sistema di agricoltura di precisione è quello utilizzato dai produttori di vino per monitorare il grado di maturazione dell’uva. Infatti, le telecamere multispettrali hanno la capacità di poter visualizzare con molta precisione alcuni colori specifici preimpostati. La finalità di questa tecnologia, come ben sanno i produttori, è quella di impiegarla per ottimizzare i tempi di raccolta. Lo stesso criterio può essere utilizzato per le mele o per il grano.



Esempio di analisi campo di coltivazione carote


Il campo ha 3 diverse varietà di zone. Inizialmente, sebbene la mappa mostrasse chiaramente variabilità, la mappa è stata portata in campo per lo scouting digitale dagli agronomi e non sono state osservate chiare differenze nelle condizioni del raccolto. Ciò può essere spiegato dal fatto che le piante mostrano differenze sul loro riflesso alla luce per il colore che l’occhio umano non può vedere, ma che può usare la fotocamera multispettrale.



In base alle immagini sono state selezionate 2 posizioni per il campionamento del suolo, un campione su una posizione “buono = verde” e uno su una posizione “cattivo = rosso”.
L’analisi del suolo ha mostrato grandi differenze. Soprattutto la riserva di potassio nel suolo (K), espressa come “valore P”, era 9 nella posizione “cattivo = rosso” e 55 nella posizione “buono = verde”. Il valore P target è 30 – 40 per le carote.
La prescrizione
Le attuali raccomandazioni sulla fertilizzazione (immagine sotto) si basano su una miscela di terreno prelevata da tutto il campo e le informazioni derivate dalla mappa. Il fertilizzante extra di potassio nelle buone posizioni potrebbe essere semplicemente a livello dell’acqua di falda, mentre le posizioni peggiori trarranno beneficio da un dosaggio molto più grande di P. Interessante è menzionare il valore aggiunto dell’immaginario, poiché gli agronomi potrebbero difficilmente trovare le carenze nutrizionali anche quando la posizione era conosciuta.
I vantaggi della nuova tecnologia
La mappa ha aiutato a selezionare le posizioni di campionamento del suolo e la scoperta delle variazioni di potassio nel suolo, che hanno una potenziale influenza notevole sulla crescita e la qualità delle colture. Questa concimazione K mirata ha ridotto i costi riducendo l’apporto di fertilizzanti e ridotto l’impatto ambientale negativo della percolazione K nelle acque sotterranee.
Lo scouting in loco utilizza l’ispezione visiva per valutare lo stato del raccolto da terra. Sfortunatamente, tali tecniche a terra sono limitate a ciò che l’occhio umano può vedere. Le tecnologie innovative che utilizzano droni e immagini multispettrali hanno un enorme potenziale nel completare lo scouting del campo e l’arte dell’agronomia.

Per affrontare meglio l’argomento riportiamo un paio di casi di ritorno dell’investimento per servizi effettuati da droni

Caso ROI: Rilevazione tempestiva e puntuale
Un coltivatore di soia ha notato un’infestazione di Sicios angoloso (Zucca spinosa) vicino al perimetro del suo campo. Mediante l’intervento di rilievo termografico di un drone ed elaborazione dei dati mediante confronto si è potuto verificato che le aree scure erano infestanti sulla superficie della coltura. La quantificazione e la localizzazione dell’infestazione ha quindi permesso una combinazione di trattamenti meccanici e chimici per sradicare l’infestante. Il coltivatore è stato in grado di risolvere tempestivamente il problema prima di una diffusione tale da rendere critico il ripristino dei parametri accettabili e a costi poco onerosi.
– Acri totali: 110
– Costo interventi mediante drone con telecamera e trattamento in prossimità : € 1.800
– % di perdita di raccolto evitata: 13%
– Risparmio sulla perdita di raccolto: € 4.500
– Risparmio dall’applicazione precisa di erbicidi: € 1,650
– Risparmio sul lavoro: € 1.200
Beneficio Totale: € 5.550

Caso ROI: Danno importante da evento metereologico
Quando arrivò la grandine, il coltivatore di mais pur sapendo di esser stato colpito, non sapeva quanto fosse grave e diffuso il danno. Chiamò subito i tecnici del sevizio monitoraggio droni per fornire un quadro della situazione. Utilizzando il suo abbonamento di servizio monitoraggio, con l’aiuto dei tecnici, ha controllato la situazione riuscendo a calcolare che il 40% di un’area è stata compromessa e che avrebbe probabilmente ottenuto circa il 30% del suo consueto rendimento dalla parte danneggiata. Queste informazioni gli hanno permesso di variare la sua applicazione di azoto, riducendo i suoi costi di circa la metà.
Il resto della stagione il coltivatore si è ingegnato per aumentare la sua resa mediante interventi mirati e specificamente mediante l’intervento precoce e l’applicazione precisa del concime.
– Acri Totali: 128
– Abbonamento monitoraggio: € 2500
– % di azoto risparmiato: 50
– Riduzione della spesa nell’applicazione di azoto: € 4.800
– Aumento delle entrate: € 1.800
Beneficio totale: € 4.100

DRONI OTTIMIZZATI PER LA DISTRIBUZIONE DI LIQUIDI
Droni con la capacità di carico sino a 10 Kg di liquidi, Possono distribuire ad alta velocità un’area di 4,000-6,000 m² in soli 10 minuti, decine di volte più veloce di una distribuzione manuale. Il sistema di distribuzione automatico è a rateo variabile in funzione delle condizioni di volo. La quantità di liquido distribuita è regolata in maniera molto precisa
TRATTAMENTI AEREI DI PROSSIMITA’ BIOCOMPATIBILI E NON INVASIVA DI PRODOTTI LIQUIDI E GRANULATI
DRONI equipaggiati con un serbatoio da 10 litri e con 3 ugelli per l’irrorazione può distribuire prodotti liquidi oppure, dotato di apposito kit di distribuzione di granulati, può distribuire prodotti in forma granulare.
In volo automatico e radente alla coltura, viene erogata la giusta quantità di prodotto a bassa deriva.
Un’apposita pianificazione del volo attraverso il software dedicato consente una distribuzione uniforme del prodotto in base alle specifiche.
LOTTA BIOLOGICA ALLA PIRALIDE DEL MAIS NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE
DRONI equipaggiati con kit di distribuzione rilascia con alta precisione garantita dal GPS, capsule di TRICHOGRAMMA per la lotta biologica alla piralide del mais. Il software di pianificazione genera i voli automatici in base alla morfologia, alla forma del campo e alla corretta quantità di TRICHOGRAMMA da distribuire. In volo, il kit installato sul DRONE sgancia le capsule in base alla pianificazione effettuata basandosi sulle posizione rilevata dal GPS. Ogni sgancio è validato da un sistema di sensori e run time viene monitorato dalla stazione di terra.
Al termine del volo viene generato un report complessivo degli sganci effettuati.
STUDIO – ANALISI – RILEVAZIONE DANNI
DRONI equipaggiati con camere ad alta risoluzione, sensori all’infrarosso termico e camere multispettrali, acquisisce i dati che elaborati rapidamente generano delle mappe di vigore vegetativo essenziali per localizzare zone di stress idrico, aree con scarsa fertilizzazione, utili per trattamenti differenziati. Laddove i dati acquisiti dal satellite non garantiscono la giusta risoluzione e la giusta frequenza di acquisizione, il DRONE rappresenta il migliore strumento per l’Agricoltura di Precisione.

Rilevazioni per l’Agricoltura






RILEVAZIONE DANNI DA ACCUMULI D’AQUA




DESCRIZIONE DELLA SOLUZIONE
L’APR, equipaggiato con camere ad alta risoluzione, sensori all’infrarosso termico e camere multispettrali, acquisisce i dati che elaborati rapidamente generano delle mappe di vigore vegetativo essenziali per localizzare zone di stress idrico, aree con scarsa fertilizzazione, utili per trattamenti differenziati. Laddove i dati acquisiti dal satellite non garantiscono la giusta risoluzione e la giusta frequenza di acquisizione, il DRONE rappresenta il migliore strumento per l’Agricoltura di Precisione.
Motivo della scelta
La termografia non è una tecnica nata a scopo agricolo, ma questo settore ne ha saputo trarre un grande beneficio, proprio perché le analisi, non essendo invasive, garantiscono la massima protezione e cura di terreni, semi, piante e alberi. Per questo motivo, i tecnici esperti in infra-rosso e in immagini termografiche hanno saputo evidenziare una serie di indagini che permettono di avere un migliore controllo sullo stato di salute di terreno e piante. Tali diagnosi possono essere molto necessarie e utili ad ottenere informazioni che variano a seconda del tipo di coltura. Il tipo di indagine più comune riguarda la corretta irrigazione dei terreni e, quindi, permette di verificare il livello di umidità e la presenza di eventuale stress idrico delle piante. Ancora, è possibile puntare i sensori dei termografi verso le piante e gli alberi, per assicurarsi sulle condizioni di salute degli stessi, ossia della loro temperatura interna. Va sottolineato che i parametri che possono essere valutati e misurati tramite termografia sono fondamentali per garantire alla coltura una crescita e uno sviluppo sani. Lo stress idrico, ad esempio, indica una perdurata carenza di acqua che può portare la pianta a soffrire e morire, ma anche ad adattarsi. Mentre il primo caso può essere facilmente visibile solo quando la pianta inizia a soffrire, il secondo caso è ancora più pericoloso per la pianta stessa visto che l’adattamento non sempre rappresenta una risposta positiva. Esso, infatti, può condurre la pianta a sopravvivere, ma non necessariamente in maniera salutare: foglie poco toniche di piccole dimensioni o cadenti e frutti che non arrivano alla corretta maturazione possono essere evidenze tardive della carenza idrica cui è stata soggetta la pianta. Tramite la termografia, quindi, si può monitorare costantemente tutto il terreno e la sua umidità, intervenendo in tempo quando si riscontrano problemi legati allo stress idrico.
D’altro canto, anche un’eccessiva umidità del suolo può essere un problema per determinate colture, per cui la termografia diventa fondamentale per misurare lo stato igrometrico del terreno che, naturalmente, deve essere differente non solo a seconda del tipo di terra, ma anche del tipo di coltura.
Gli strumenti della termografia
Quando si parla di termografia in agricoltura, si comprende subito che le modalità di rilevamento che permettono di effettuare il controllo termico su colture e/o terreni deve avvenire dall’alto, tramite telerilevamento. I mezzi più utilizzati per effettuare tale rilevamento sono i droni, facili da utilizzare e guidare. Come si può immaginare, si tratta di droni attrezzati con speciali telecamere, in grado di effettuare misure di precisione su uno o più parametri a seconda del modello del drone stesso. Il dettaglio con cui possono essere rilevate le varie informazione di interesse ha portato allo sviluppo di un nuovo termine che descrive alla perfezione questo tipo di lavoro agricolo: agricoltura di precisione.
Le telecamere dei droni, infatti, possono non solo lavorare nell’infrarosso e quindi effettuare indagini termografiche, ma possono anche raccogliere un gran numero di informazioni relative all’area sulla quale volano (quali temperatura e umidità dell’aria) nonché scattare foto ad altissima risoluzione che permettono di valutare eventuali patologie delle piante. Il controllo delle immagini e la creazione di mappe termiche, inoltre, può essere effettuato in tempo reale, ossia durante la registrazione del drone oppure successivamente, a seconda dei casi e delle necessità. Naturalmente, è necessario che tali immagini vadano lette e interpretate da un tecnico esperto, in grado di comprendere il significato dei falsi colori rilasciati dall’indagine termografica e valutare eventuali fattori di rischio per la coltura.

TRATTAMENTI AEREI DI PROSSIMITA’
TRATTAMENTI  BIOCOMPATIBILI
DISTRIBUZIONE EFFICIENTE E NON INVASIVA DI PRODOTTI GRANULATI
Il DJI Matrice 100 equipaggiato di apposito kit di distribuzione di granulati, può distribuire prodotti in forma solida. Un’apposita pianificazione del volo attraverso specifico software consente una distribuzione uniforme del prodotto in base alle specifiche.

DISTRIBUZIONE EFFICIENTE E NON INVASIVA DI PRODOTTI LIQUIDI
Il DRONE equipaggiato con un serbatoio da 10 litri e con 3 ugelli per l’irrorazione può distribuire prodotti liquidi oppure, dotato di apposito kit di distribuzione di granulati, può distribuire prodotti in forma granulare.
In volo automatico e radente alla coltura, viene erogata la giusta quantità di prodotto a bassa deriva.
Un’apposita pianificazione del volo attraverso specifico software consente una distribuzione uniforme del prodotto in base alle specifiche.

DRONE PER LA DISTRIBUZIONE DI LIQUIDI
Il DRONE DJI MG-1 AGRAS E’ UN SISTEMA OTTIMIZZATO PER LA DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI LIQUIDI
MASSIMA EFFICIENZA: con la capacità di carico di 10 Kg di liquidi, l’MG-1 può distribuire ad alta velocità un’area di 4,000-6,000 m² in soli 10 minuti, decine di volte più veloce di una distribuzione manuale. Il sistema di distribuzione automatico è a rateo variabile in funzione delle condizioni di volo. La quantità di liquido distribuita è regolata in maniera molto precisa.





ISPEZIONE DI PANNELLI FOTOVOLTAICI



I campi fotovoltaici, come qualsiasi altro oggetto di infrastruttura artificiale, richiedono ispezioni periodiche. Solitamente l’ispezione di campi fotovoltaici per la rilevazione anomalie (pannelli che si surriscaldano a causa di problemi di connessione, hanno danni fisici o sono sporchi o coperti da detriti), richiede l’uso di due telecamere; quella ad infrarossi (IR) e quella per la luce visibile (RGB).

Un drone dotato di telecamera termica (IR) è la scelta migliore per l’ispezione sul campo dei pannelli solari, poiché nella maggior parte dei casi consente di risparmiare sui costi rispetto all’aviazione presidiata e consente di risparmiare tempo rispetto al controllo visivo con una telecamera a IR portatile.
È possibile utilizzare anche i droni semiprofessionali con fotocamere intercambiabili (come DJI Inspire), ma ciò richiede di occorre effettuare due voli, un primo volo con la videocamera a luce visibile e poi ripeterlo con la telecamera IR.
Per ridurre al minimo la durata dell’ispezione, si possono montare contemporaneamente i due tipi di telecamera (per luce visibile e IR); visto il maggior peso delle attrezzature ciò richiede l’impiego di un drone con adeguata capacità di carico (Payload) quale ad es. il DJI Matrice 210 RTK
DIFETTI RILEVABILI
In generale, le difettosità che è possibile riscontrare sono le seguenti:
  • Cella in corto circuito, quando una singola cella all’interno di un modulo presenta evidenti segni di bruciatura di natura elettrica, visibili anche senza l’ausilio della termo camera.
  • Diodo di bypass difettoso, quando uno dei diodi presenti nella scatola di giunzione si guasta generando lo scorrimento di corrente inversa attraverso di esso. Ciò comporta il danneggiamento della scatola di giunzione e il surriscaldamento delle celle connesse in parallelo a tale diodo le quali, non generando più corrente, si surriscaldano. Questo difetto è chiaramente visibile da termo camera in quanto è riscontrabile il modulo fotovoltaico più caldo per un terzo esatto della sua superficie (in caso di due diodi difettosi sarà più caldo per due terzi e così via).
  • Hot spot, quando è presente, in una o più celle del modulo fotovoltaico, un ombreggiamento parziale oppure un guasto meccanico interno (es. rottura dei conduttori, delaminazione, ecc.). Ciò è visibile solo da termo camera in quanto si evidenzia un punto singolo all’interno del modulo più caldo rispetto all’area circostante.
  • Problemi generali di connessione, quando uno o più pannelli non sono collegati correttamente al sistema; in tal caso l’energia prodotta dai pannelli non può fluire attraverso il sistema in modo da convertirla in calore e l’intero pannello si scalda rispetto a quelli collegati correttamente.



Ad es. in figura 1, il pannello contrassegnato con Bx7 presenta una temperatura media leggermente più alta rispetto agli altri pannelli e deve essere pertanto controllato.
Danno fisico: Un danno fisico al pannello provoca piccole aree di riscaldamento in quanto l’energia viene assorbita dietro l’area danneggiata. In figura 1 è visibile un danno fisico che si evidenzia come un punto luminoso nel rettangolo contrassegnato con Bx3, con temperatura massima 169,4 °F (76,3 °C). In altri punti dell’immagine sono visibili ulteriori pannelli con danni fisici.
Entrambi i tipi di difetti di solito sono chiaramente visibili sulle immagini nello spettro IR, ciò rende la localizzazione dei difetti relativamente facile anche su una immagine ortofotografica composta.



Nello spettro visibile (utilizzando la videocamera RGB) in genere è possibile rilevare solo anomalie quali la presenza di detriti o sporco sui pannelli. Ciò aiuta a determinare se il punto caldo (Hotspot) rilevato nell’immagine IR è dovuto ad un malfunzionamento del pannello o se è dovuto a detriti (sporco, escrementi di uccelli, ecc.) che si riscaldano.



Le rotture del vetro di solito non sono rilevabili a meno che il Drone non voli molto basso dato che le fessure sono piccole. Solo in caso di danni gravi, le foto possono mostrare delle rotture del vetro.
Pianificazione delle missioni di ispezione su campi fotovoltaici
In generale, le missioni di ispezione su campi fotovoltaici con l’impiego di droni sono pianificate allo stesso modo delle missioni di fotogrammetria APR Standard: occorre impostare dell’area di rilevamento, ottimizzare il percorso e le impostazioni delle telecamere per ottenere il miglior risultato dall’elaborazione dei dati raccolti.



Selezione GSD (risoluzione a terra)
Per la fotogrammetria è importante che venga correttamente definita la risoluzione a terra (GSD, distanza tra i centri di due Pixel) in quanto è la caratteristica principale dei dati di Output dell’indagine.
In caso di ispezione di pannelli fotovoltaici, il cliente deve indicare quali difetti devono essere rilevati. Per rilevare pannelli con problemi di connessione, il parametro GSD per IR in genere viene impostato a 25 cm. Per rilevare danni fisici o Hotspot più piccoli di un intero pannello, il GSD dovrebbe essere impostato tra 5 e 16 cm; più è basso (cioè risoluzione a terra alta) minore sarà l’area coperta dalla singola immagine; ciò si traduce in maggiore durata dell’ispezione.
Quando il drone trasporta simultaneamente la telecamera IR e quella per luce visibile, il GSD per la luce visibile non è rilevante in quanto sarà sicuramente molto migliore rispetto alla risoluzione del sensore IR. Ad esempio, a 60 m di distanza una fotocamera ottica con obiettivo da 24 mm avrà un GSD di 5 la telecamera termica con obiettivo FLIR da 19 mm produrrà immagini con GSD 14,5.
Posizione della fotocamera
L’angolo di ripresa ottimale per l’ispezione termica dei pannelli fotovoltaici è compreso tra 5 e 30 gradi per evitare riflessi e letture di temperatura imprecise.
Mappe ortofotografiche
Le tecniche di composizione fotografica delle singole immagini per la realizzazione (anche automatica) di mappe ortofotografiche possono essere impiegate sia per le immagini a luce visibile che quelle IR.
La mappa ortofotografica (ortofoto) può essere generata rapidamente dopo il volo direttamente in loco. Questo permette di individuare con certezza e rapidità i pannelli con criticità, restituendo allo stesso tempo un’analisi d’insieme di tutto il campo fotovoltaico.





Le mappe ortofotografiche di campi fotovoltaici relativamente piccoli possono essere analizzate manualmente con un diverso livello di Zoom.

Indubbiamente l’utilizzo di droni per il rilievo di un’area o l’ispezione di una infrastruttura consente un interessante risparmio di tempo e costi. Le funzionalità e gli strumenti di pianificazione delle missioni (ad es. Software Drone di UgCS) consentono ai piloti di personalizzare ogni missione in base ai requisiti dell’applicazione.
Velocità di acquisizione ed elaborazione
L’acquisizione dei fotogrammi RGB e IR da video e non da foto consente una maggiore velocità di acquisizione e di elaborazione dei dati, velocizzando tutte le operazioni da compiere in loco. L’acquisizione del dato da foto, invece, richiederebbe un volo più lento, con conseguente allungamento di tempi e costi per le operazioni.


LOTTA AL FUOCO



Combattere gli incendi boschivi con i droni
Pare che sia possibile e anzi molto utile una collaborazione tra uomini e mezzi della protezione civile e i droni professionali. Una esercitazione interregionale che ha viste coinvolte Liguria, Piemonte e Lombardia, svoltasi al confine tra le provincie di Savona e Imperia ne ha dato conferma.
Il 21 febbraio, presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre, è stato consegnato un premio ai Vigili del Fuoco per aver utilizzato i droni durante i difficili soccorsi per il terremoto ad Amatrice e nel Centro Italia e per la valanga che ha colpito l’hotel di Rigopiano. Il riconoscimento è stato assegnato in occasione della conferenza inaugurale di “Roma DroneCampus 2017”, il nuovo evento dedicato alle imprese e ai professionisti nel settore dei droni. A ritirare il “Roma Drone Award 2017”, l’ing. Giuseppe Romano, Direttore Centrale per l’Emergenza e il Soccorso Tecnico del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Ad Imperia, prima della stagione AIB 2016,  si è svolta ed è stata portata a termine con successo una esercitazione antincendio, voluta e organizzata da Regione Liguria, Assessorato Agricoltura, Dirigente del Settore AIB Dr. Valerio Vassallo e il Funzionario AIB Galardi Massimo e Giuseppe Salvo, con la collaborazione del CFS regione Liguria, Coordinamento volontari Protezione Civile provincia Imperia, Savona e Genova e la Partecipazione dei Sistemi Regionali Antincendio boschivo della Regione Piemonte, Dott.sa Cristina Ricaldone e dalla regione Lombardia Dr. Bruno Chiapparoli ha visto la partecipazione di oltre 100 volontari e esperti del settore, oltre all’elicottero della Heliwest che fornisce supporto AIB per la regione Liguria.
Stefano De Lorenzi corresponsabile di Neutech-Airvision, già precedentemente contattato dal Coordinamento Volontari di Savona per un sopralluogo con drone dell’area operativa e dopo aver appreso che sarebbe intervenuto anche un elicottero della protezione civile, ha proposto di estendere la collaborazione e l’utilizzo del APR, proprio nel contesto della missione.
Sono più di 1300 gli operatori riconosciuti ENAC e tantissimi di conseguenza anche i piloti autorizzati e in possesso del relativo attestato, alcuni formati dalla stessa Neutech-Airvision, ma a tutt’oggi nonesiste un protocollo operativo per lavorare nelle aree di emergenza. Anzi al contrario esistonoserie raccomandazioni, specialmente dedicate agli hobbysti di tutto il mondo di stare ben lontani da incendi o zone dove si svolgono operazioni di recupero o salvataggio.



Questo tipo di sperimentazione è quindi un primo serio passo avanti per coordinare e sopratutto usare le risorse fornite dai droni professionali, i SAPR come vengono definiti per legge, all’internodi operazioni gestite dalla Protezione Civile o Vigili del Fuoco.
Molto spesso nelle operazioni d’emergenza i velivoli sono coordinati dal DOS (Direttore Operazioni Spegnimento) al momento non ci sono né normative né protocolli per le attività di volo effettuate con gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto, il lodevole intento era quindi quello di  effettuare un primo passo, o meglio primo volo per valutare la possibilità di una effettivacollaborazione e sopratutto condivisione dello stesso spazio aereo tra SAPR e aeromobili veri impegnati nello spegnimento degli incendi boschivi di grandi dimensioni come nel caso di questa esercitazione.
Un velivolo a pilotaggio remoto in ausilio al DOS, può fornire una visione di insieme, ma servono caratteristiche particolari per poter operare in questo contesto. Il velivolo impiegato in questa delicata esercitazione era un Neutech NT6, un drone esarotore prodotto dalla stessa Neutech-Airvision, con una autonomia di volo di 40 minuti, foto videocamera con zoom comandabile da terra.

Molto importante è stata anche la collaborazione di CISAR, che si occupava del reparto telecomunicazioni che riceveva le immagini trasmesse dal drone che passando per il satellite arrivavano sino alla centrale operativa situata presso il TLC Polo di Villanova.
Un drone che vola in un area operativa con elicotteri e Canadair può essere non solo di intralcio, ma persino davvero molto pericoloso e poco raccomandato, ecco perché  sono state effettuate puntuali riunioni tra i tecnici e piloti di Neutech con gli omologhi responsabili e piloti civili di  Heliwest e con Rosario Falzea specialista del 15° gruppo Elicotteri CC presso l’Aeroporto di Villanova di Albenga, al fine di  creare un preciso Piano Operativo di Sicurezza.

L’esercitazione si è svolta in un clima meteorologico non particolarmente favorevole, vento e pioggia hanno disturbato i voli del drone, pilotato da Giuliano Bidussi sempre facente parte del team Neutech-AirVision e contestualmente hanno favorevolmente impressionato il Capo della Protezione Civile Nazionale, Curcio Fabrizio per la resistenza agli agenti atmosferici e la autonomia di volo. Altrettanto interesse ha sollevato un altro APR denominato Seagle, un drone completamente stagno in grado di sopportare pioggia o neve e decollare o atterrare in acqua.

Un vivo interesse e una certa curiosità sono stati espressi dai responsabili istituzionali quali ad esempio il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il Vice Presidente Sonia Viale, l’Assessore all’Agricoltura Stefano Mai, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni accompagnato dall’Assessore lombardo alla Protezione Civile Simona Bordonali, che si sono soffermati a lungo presso la postazione dove operavano i tecnici della squadra di pilotaggio remoto.
I quali a loro volta sollevavano la preoccupazione per quanto sia necessario un protocollooperativo ben preciso sulla possibilità di volare con i SAPR in collaborazione con aeromobili, durante le operazioni di emergenza, ma al contempo dimostrando quanto possano essere di reale ausilio in un contesto operativo di pericolo a causa di calamità naturali.

Droni e antincendio. Un rapporto ancora in divenire, che, con lo sviluppo dei mezzi aerei a pilotaggio remoto, diventa sempre più di attualità. Possono gli Apr rappresentare un valido strumento nella lotta ai roghi?

L’ANNUNCIO DI CROCETTA: “UN DRONE PER L’ANTINCENDIO IN SICILIA”
A riportare il dibattito in campo ci ha pensato, negli ultimi giorni, Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia. Il numero uno della giunta isolana ha annunciato l’intenzione di acquistare una flotta di droni per l’antincendio, senza però indicare date o scopi precisi.
Premesso che quella di Crocetta non è l’unica amministrazione ad aver effettuato questa scelta, il dibattito è di quelli interessanti. Ed è particolarmente vivo negli Usa, dove la stagione del wildfire è un evento sempre più pericoloso per elicotteri e aerei.

L’ANTINCENDIO NEGLI USA E IL RUOLO DEI DRONI
Lo scorso anno, i roghi hanno ucciso 38 operatori antincendio, portandosi via 4 milioni di acri di terreno e 1000 case. E proprio per diminuire i rischi delle operazioni, potrebbero entrare in gioco i droni.
Le mansioni degli Apr potrebbero essere molteplici. Droni con sensori infrarossi potrebbero intervenire per monitorare situazioni in cui la visibilità è particolarmente ridotta. O, ancora, potrebbero fornire informazioni in tempo reale sugli incendi, allertando gli operatori su eventuali sviluppi dei roghi.
Lo scenario è più vicino di quanto si creda, almeno negli Usa. “Penso che vedremo i droni impegnati nell’antincendio presto – ha detto in un’intervista Rusty Warbis, , flight operations manager del U.S. Bureau of Land Management -. La tecnologia c’è. Bisogna solo verificare questioni legali e di procedure operative”.

UN DRONE PER L’ANTINCENDIO: L’ESPERIENZA DEL RIM FIRE
Una convinzione guidata anche da un’esperienza dello scorso anno. Durante il Rim Fire, il terribile rogo scoppiato in California ad agosto, le forze locali hanno utilizzato un drone. L’Apr ha identificato le zone dell’incendio più vicine ai centri abitati, segnalando le coordinate per il lancio di acqua o lIquido ritardante tramite mezzi aerei.
Il drone è stato in grado di arrivare da una parte all’altra dell’incendio in 15 minuti, con una capacità di visione superiore a quella di due elicotteri. Grazie ai sensori, infatti, ha potuto “tagliare” la spessa cortina di fumo, posando gli occhi, di fatto all’interno dell’incendio.

Futuri sviluppi
Alcuni studenti di ingegneria da Melbourne University hanno sviluppato un drone antincendiostampato in 3D , denomivato UAV in grado di resistere alle alte temperate e volare per un massimo di 45 minuti, progettato per spegnere incendi boschivi.
L’uso ricreativo dei droni è infatti salito alle stelle negli ultimi tempi, ma questi veicoli aerei senza equipaggio sono generalemnte utilizzati per una varietà di scopi pratici. Dalla consegna di pacchi con Drone Prime Air lanciata  da Amazon e attualmente in fase di sviluppo, si prevede per esempio  di modificare i servizi postali per sempre, mentre i droni vengono utilizzati anche per le riprese aeree, la gestione del traffico, per  raggiungere luoghi alti e molto altro ancora. L’ultimo compito assegnato ai dispositivi volanti, cioè quello di combattere gli incendi, potrebbe essere uno dei più significativi.



ANTENNE TELEFONICHE



Le ispezioni sono possibili in modo efficace in meno tempo e risparmiando su costi e aumentando la sicurezza.
“Abbiamo eseguito un test all’interno dello stadio controllando i pannelli delle antenne, un’operazione che normalmente implica una settimana di lavoro, per la necessità di montare paranchi e gru, ed abbiamo terminato con quindici minuti di volo. Con la diffusione della connessione mobile questo servizio è sempre più richiesto e soprattutto bisogna considerare che negli ultimi anni ci sono stati incidenti gravi sul lavoro proprio durante le ispezioni degli aerei esterni della telefonia. Abbiamo quindi calcolato che in Europa ci siano circa centomila impianti da controllare periodicamente, così abbiamo pensato di creare una rete efficiente per questo servizio”. Abbiamo pensato di utilizzare un drone dotato di obiettivo HD e termo camera, ed anche con protezioni tali per poter operare anche in condizioni di meteo marginale o pioggia. Inoltre, un dispositivo di trasmissione invia i dati raccolti a terra comprensivi delle intensità di campo generato dall’impianto in oggetto e la sua capacità di gestione delle comunicazioni mobili (handover). Se pensiamo che un tecnico specializzato dovrebbe comunque portare in quota e a determinate distanze dale antenne gli strumenti di misura, viene spontaneo pensare di installare questi sensori – che poi sono misuratori di intensità di campo e qualità dei segnali – direttamente sul drone, e di trasmettere a terra quanto rilevato attraverso un sistema di piccolo telemetria. Così anche per determinare se a una certa e predeterminata distanza dal ripetitore il capo elettrico è quello permesso dalla legge (misurato in Db/m oppure in Volt/metro), oppure se, allontanandosi da un impianto un telefonino aggancia la cella successiva dove previsto che ciò avvenga.

ISPEZIONI POTENZIATE DELLE CELLE CON TELECAMERA ZENMUSE Z30
L’ultima aggiunta tecnologica alla serie di fotocamere Zenmuse – la Zenmuse Z30 – è la prova del nostro impegno a migliorare l’uso industriale dei droni. Pre progetti di applicazioni industriali più impegnative, questa potente fotocamera teleobiettivo è dotata di funzioni intelligenti come TapZoom che ne facilitano l’utilizzo, in modo che chiunque possa adattarlo alle proprie operazioni.

Una delle applicazioni più potenti di Zenmuse Z30 è l’ispezione delle antenne telefoniche. Fino ad ora, ispezionare una di queste antenne significava trasportare attrezzature pesanti in aree remote e consentire al personale di salire fisicamente sulle strutture, con conseguenti infortuni e costi assicurativi elevati. In risposta, aziende come AT & T hanno iniziato ad adottare droni per le loro ispezioni, ma sono venute con le proprie complicazioni. Ispezionare una torre da un drone richiede di avvicinarsi per vederlo attraverso la sua fotocamera integrata, sottoponendolo a interferenze elettromagnetiche che possono causare incidenti.



Lo zoom ottico 30x dello Zenmuse Z30 consente ora agli operatori di rimanere a livello del suolo e mantenere la distanza tra antenna e drone, catturando dati di imaging più dettagliati rispetto a prima. La Z30 evita di mobilitare costosi e scomodi equipaggiamenti per gru e riduce i rischi operativi mantenendo tutto il personale al sicuro a terra .

Lo Z30 sta inoltre apportando miglioramenti senza precedenti ai flussi di lavoro delle agenzie di ispezione attraverso le sue funzionalità di intelligence e capacità di live-streaming. Grazie alla possibilità di condividere i feed dei droni in tempo reale con gli ingegneri di tutto il mondo, le ispezioni possono essere condotte in modo più efficiente e con meno scarichi sul terreno.

La nuova funzione TapZoom integrata aggiunge un’eccezionale semplicità alla potente fotocamera Z30 consentendo agli utenti di toccare semplicemente per dare un’occhiata più da vicino, mentre la Z30 gestisce l’orientamento e lo zoom. Allo stesso modo, gli utenti possono immediatamente uscire dallo zoom completo con un solo tocco. Combinate, queste funzioni intelligenti consentono agli ispettori di valutare rapidamente una torre cellulare nel suo complesso mentre si inseriscono le singole aree.

Gli ispettori dell’antenna telefonica possono anche sfruttare le modalità di volo intelligenti come Punto di interesse per impostare facilmente il loro sistema per circondare una torre a un raggio costante mantenendolo bloccato nel fotogramma. Una volta impostati, sono in grado di concentrarsi sulla direzione della videocamera e sul controllo del livello di zoom per acquisire dati di immagine o eseguire ispezioni in tempo reale.






MAPPATURE 3D



REALITY CAPTURE PACKAGE TO AUTOMATE DRONE DATA



May 26, 2017  – DJI, the world’s leading maker of unmanned aircraft systems, and Skycatch, the leading enterprise drone cloud software platform continue to expand their partnership with the recent launch of their 3D aerial mapping bundle, the Reality Capture Package.  Featuring the latest DJI Phantom 4 Pro and Skycatch Pro subscription, the all-inclusive package comes with everything you need to create, share, and analyze high-resolution orthomaps and 3D models.

“Delivering a cutting-edge out-of-the-box experience has always been part of DJI’s DNA,” said Jan Gasparic, Head of Enterprise Marketing, DJI. “The Phantom 4 Pro, combined with Skycatch’s expertise in enterprise software, provides the ultimate aerial mapping tool for any company or drone operator.”



The Phantom 4 Pro provides a powerful aerial imaging system with a 20MP 1” sensor and mechanical shutter, making it ideal for capturing high quality image data required in making it industrial applications like construction and mining. Skycatch software automates flights for drones to autonomously capture images, and then process them into orthomaps and 3D models, complete with a suite of analytical tools.

The comprehensive package allows users to export their data into a variety of outputs, including Contour maps, Digital Terrain Models, Digital Surface Models, and PDFs. Users can measure volumes and overlay CAD plans on orthomaps, which, along with point clouds and 3D meshes, can also be exported into any software such as Autodesk Civil3D and Navisworks, as well as ArcGIS.



Skycatch Founder & CEO Christian Sanz said “Skycatch was the first to build tools to meet the high-standards of enterprise clients from day one. We recognized DJI’s leadership in creating the gold standard of aerial photography systems, and we teamed up to extend our technology to the world’s most popular drones so that any operator in any environment can harness the power of 3D drone data.”

The Reality Capture Package is available for sale all over the world through the DJI Online Store.



About Skycatch
Skycatch creates industrial strength products, services, and solutions to power the most complex projects on the planet. Our mission is to capture the world’s data and create visual intelligence to help people operate faster, safer, and smarter than ever before.




ISPEZIONE VIADOTTI E PONTI CON I DRONI



Il recente crollo del ponte Morandi, nella sua gravità, ha evidenziato un problema già noto da tempo relativo al monitoraggio ed alla manutenzione delle opere civili italiane.
La questione non riguarda solo i ponti o la rete autostradale ma tutte le opere civili rilevanti per la sicurezza e l’economia. Sicuramente gli enti preposti provvederanno a migliorare il monitoraggio dello stato delle opere civili ad esempio istituendo banche dati relative ai ponti che evidenzino eventuali deficit-strutturali come già avviene negli USA: https://www.artbabridgereport.org
Le attività di monitoraggio avvengono con diverse modalità; dai controlli visivi a quelli strumentali. In base alle risultanze, i tecnici possono individuare eventuali criticità che richiedono ulteriori controlli al fine di determinare gli interventi necessari.
Un valido supporto alle varie attività di monitoraggio sono i droni.
Le pratiche esistenti devono sfruttare l’opportunità offerta dalla tecnologia dei droni e mettere a rischio gli operatori solo quando tutte le altre opzioni sono state esaurite.
Un vantaggio dell’impiego dei droni riguarda i controlli visivi, che possono essere eseguiti con maggiore frequenza e tempestività, a costi minori, evitando che i tecnici debbano operare in ambienti intrinsecamente pericolosi impiegando complesse strutture per giungere in prossimità dei vari elementi strutturali.
Ulteriori vantaggi derivano dal continuo sviluppo delle tecnologie di supporto all’impiego dei droni e di quelle con le quali attrezzare i droni.
Utilizzo di droni in ambienti critici
I droni possono essere impiegati anche in ambienti che presentano criticità dovute ad interferenze elettromagnetiche o alla limitata accessibilità dei luoghi.
I droni di ultima generazione sono muniti di:
  • Sistemi elettronici ridondanti per volo e posizionamento in sicurezza
  • Schermature per evitare interferenze dovuti a campi elettro-magnetici
  • Sistemi di posizionamento preciso con doppia antenna a bordo, radiofaro a terra e doppio sistema satellitare
  • Presenza di transponder a bordo per non interferire il volo con altri aeromobili



Metodologie di gestione e trasmissione dati
I droni di ultima generazione possono essere attrezzati con sistemi di compressione dati per la trasmissione in tempo reale sia al tecnico in loco che a remoto attraverso un portale.



Georeferenziazione di precisione
I sistemi di posizionamento preciso sopracitati oltre a garantire una maggior sicurezza nel volo forniscono anche un valido strumento di mappatura 3D di precisione.





Procedura di elaborazione delle immagini per la stima della lunghezza e dello spessore delle fessurazioni:
a) Cattura dell’immagine
b) Rilevamento dei marker
c) Calcolo per le dimensioni di pixel
d) quantificazione delle fessurazioni.






ISPEZIONE VULCANI



Vulcano Holuhraun 2015
Nel gennaio 2015 Eric Cheng ha collaborato con la  ABC Good Morning America per trasmettere in diretta dall’eruzione del vulcano Holuhraun in Islanda. Il pilota Ace Ferdinand Wolf e Eric Cheng hanno volato due DJI Inspire 1 comandati da circa un chilometro e mezzo di distanza per trasmettere in streaming filmati HD in diretta del lago di lava in eruzione a più milioni di spettatori.
Questa missione è stata estremamente difficili da realizzare. Si sono dovuti fare i conti con temperature gelide, forti venti e neve, il tutto in una posizione remota senza strutture. Fortunatamente, i due APR hanno gestito l’ambiente estremo con relativa dignità, sebbene tutti e due i droni usati si siano deteriorati in una certa misura.

Vulcano Holuhraun 2014
Nel settembre 2014 Eric Cheng ha svolto una missione in Islanda con un Phantom 2 e un piccolo equipaggio. Il vulcano Holuhraun aveva incominciato ad eruttare solo da un mese. È stato molto difficile ottere i permessi necessari ma è stato permesso di avvicinarsi abbastanza affinché il piccolo drone DJI Phantom 2 potesse volare sopra il lago di lava. Questa missione è stata molto differente rispetto a quella del viaggio del gennaio 2015 (quattro persone e due APR) ma utile per testare i limiti di ciò che potrebbe essere stato possibile realizzare con i droni e con telecamera. Durante l’ultimo volo, parte della plastica del drone e della GoPro si è sciolta e la telecamera ha smesso di funzionare (perdendo anche l’FPV) ma con il comando di ritorno a casa, in pochi minuti il drone è tornato.

FPV digitale / ad alta definizione
Stranamente, il passaggio globale di quasi tutti i sistemi analogici al digitale non ha ancora colpito i sistemi FPV consumer stand-alone. La maggior parte dei trasmettitori e ricevitori FPV stand-alone venduti oggi sono sistemi analogici. Le eccezioni alla regola sono il sistema di trasmissione wireless HD di Lightbridge 2 di DJI con sistema HD wireless a latenza zero da Paralinx e Connex. Tutti e tre funzionano usando l’uscita HDMI digitale del radiocomando. I sistemi a latenza zero garantiscono trasmissioni video HD senza perdita di dati, ma con la necessità di riattivare antenne ingombranti e direzionali.



Noi stiamo utilizzando il sistema di trasmissione video wireless Lightbridge della DJI per le nostre missioni proprio come quelle usate nel 2015 durante un volo su un vulcano in Islanda.
La trasmissione video autonoma ad alta definizione è ancora costosa e al momento sono disponibili solo poche soluzioni. Ma l’FPV HD di alta qualità integrato ha fatto crollare il prezzo in modo così aggressivo nell’ultimo anno che è assolutamente sicuro che sostituirà completamente l’FPV analogico molto rapidamente.

Rendering 3D
  • Fotogrammetria Classica
  • Rilevazione puntuale di vaste zone in pochissimo tempo
  • Calcolo di volumi
  • Rilievi in zone inaccessibili
I rendering, realizzati con il software d elaborazione 3D possono aiutare gli scienziati a capire meglio come prevedere l’attività vulcanica.



“Per la prima volta, siamo stati in grado di determinare le dimensioni esatte del lago di lava di Marum, una delle caratteristiche vulcaniche più rare al mondo”, dice Cossman al TIME. “Misure precise, come la massa volumetrica del cratere, ad esempio, sono utili per capire il livello di energia richiesto per un’eruzione. . .e informa i potenziali livelli di rischio per il futuro. ”

Telecamere termiche
Il calore irradiato dal vulcano viene registrato dalle termocamere, che quindi quantificano la lettura come misura della temperatura. La temperatura misurata viene quindi visualizzata sotto forma di un’immagine termica. I ricercatori che studiano i vulcani considerano le termocamere uno strumento indispensabile per rilevare e analizzare i modelli di calore vulcanico.
Queste telecamere sono montate sui droni con un sistema di stabilizzazione (gimball). I dati termici vengono confrontati con i parametri precedentemente determinati e se la temperatura registrata sale oltre una certa soglia rispetto a un determinato parametro si può intervenire tempestivamente.
Sistema di allarme
Oltre a misurare e mappare il flusso di lava attivo e rilevare nuove crepe nei luoghi in cui i gas caldi fuoriescono, le termocamere forniscono anche un’analisi approfondita della temperatura superficiale, consentendo ai ricercatori di ottenere una migliore comprensione della dinamica fisica. Una conoscenza approfondita della dinamica dei vulcani è molto importante per migliorare i sistemi di allarme per pericoli relativi all’attività vulcanica.
Anche se la previsione dell’attività vulcanica è diventata abbastanza affidabile, ci sono numerosi fenomeni vulcanici che rimangono ancora imprevedibili. L’attività fumarolica è uno di questi fenomeni. I liquidi pressurizzati, per lo più fatti di acqua e CO2, si riscaldano a causa del calore vulcanico. Questi fluidi possono essere riscaldati fino a temperature di diverse centinaia di gradi; tuttavia, è impedito loro di entrare nei loro stati gassosi a causa della pressione. Cambiamenti improvvisi nella pressione di questi fluidi comportano una rapida conversione in stati gassosi. La conversione potrebbe essere così rapida da provocare esplosioni di gas distruttive.



Importanza della distanza
Le esplosioni di gas causate dall’attività fumarolica sono altamente imprevedibili. Sebbene l’attività fumarolica sia un’osservazione comune nella maggior parte dei centri vulcanici, la determinazione della posizione esatta delle posizioni di degassamento non è stata ancora pienamente compresa. È quindi essenziale per i ricercatori e le attrezzature di ricerca mantenere una distanza di sicurezza dal sito.
Studio del degasaggio fumarolico
Lo studio del degasaggio fumarolico è stato studiato dai ricercatori con l’aiuto di normali dispositivi di misurazione della temperatura: sensori a termocoppia può aiutare a prevedere eventi quali in particolare modo di smottamenti tellurici. Infatti un’esplosione di gas ha come seguito il terremoto, che può distruggere localmente tutti gli strumenti nel sito, compresi i sensori di termocoppie. L’utilizzo di droni per tali osservazioni e registrazioni consente di misurare la temperatura da una distanza di sicurezza, evitando così qualsiasi danno alle apparecchiature.
Determinazione del percorso di risalita dei fluidi idrotermali
Ulteriori indagini sull’attività fumarolica sono state condotte da un team di ricercatori internazionali che utilizzavano la termocamera FLIR. I ricercatori hanno esplorato un’area vulcanica che esibisce l’attività fumarolica denominata cono di Fossa in Italia. I ricercatori hanno integrato i dati termici ottenuti dalla termocamera FLIR con modelli numerici per comprendere i meccanismi che controllano il percorso di risalita dei fluidi idrotermali.
Secondo le loro osservazioni, sono stati trovati valori bassi di stress compressivo ai bordi dei crateri annidati. Le osservazioni in loco effettuate dalla termocamera FLIR hanno stabilito che questo è correlato alla presenza effettiva di fumarole. La temperatura dei gas idrotermici in uscita è molto più alta di quella circostante, rendendoli così chiaramente visibili nell’immagine termica.
Dimensioni e variazioni geofisiche dei crateri vulcanici
Al fine di approfondire la conoscenza dei fenomeni considerati pericolosi, sono in corso nuove iniziative di ricerca. Uno di questi progetti si concentra sul movimento su e giù della sua superficie anche di alcuni centimetri ad intervalli di alcune ore. Non hanno idea della causa di questo movimento verticale ma risulta interessante poter monitorare questi fenomeni.
Conclusione
Le iniziative di ricerca in corso in tutto il mondo forniscono informazioni sugli schemi dei fenomeni vulcanici. I risultati della ricerca consentono agli scienziati di migliorare il modo in cui sono previsti questi devastanti eventi vulcanici. I droni con termocamera contribuisce alla raccolta di informazioni vitali per queste iniziative di ricerca, che a loro volta aumentano la possibilità di una previsione accurata dei fenomeni vulcanici.

Evoluzione (Nuova generazione di droni per il settore industriale)
La nuova serie Matrice 200 fa parte della DJI Enterprise  offre caratteristiche e soluzioni esclusive per questa applicazione. Tutti i modelli sono classificati IP43 e possono quindi essere utilizzati sotto la pioggia diretta o in ambienti polverosi con rischio di incidenti e guasti hardware limitati. La nuova batteria TB55 utilizza prestazioni più elevate e una cella della batteria a densità più elevata con una capacità complessiva più ampia. Le sue prestazioni in ambienti a bassa temperatura sono state ottimizzate con un sistema di autoriscaldamento incorporato. Questa funzione di autoriscaldamento può essere attivata automaticamente o manualmente. L’unità di gestione monitora costantemente lo stato della batteria, rendendo tutte le informazioni, incluso il livello della batteria e la temperatura della batteria, facilmente visibili in DJI GO. La serie è compatibile con la maggior parte dei sensori DJI come fotocamere di alta qualità per immagini fisse e video (X4S / X5S), termocamere (XT) e zoom (Z30). Le applicazioni sono molte e, con l’opzione di telecamere montate in alto (210/210 RTK), è possibile eseguire anche ispezioni più complicate.



SENSORI MULTISPETTRALI PER RILEVARE DATI PRECISI E SIGNIFICATIVI SULL’IMPATTO DELLE EMISSIONI GASSOSE SULLA VEGETAZIONE
Ampia gamma di software con funzionalità di analisi analitiche innovative che contribuiscono a dare forma al futuro della geochimica di precisione.
Con le piattaforme mobili, Web e desktop possiamo godere delle stesse grandi capacità di analisi e gestione dei dati che hai sperimentato in precedenza, inoltre i tecnici informatici stanno lavorando per aggiungere ancora più compatibilità e funzionalità alla piattaforma.



La piattaforma è una soluzione completa di analisi dei dati geochimici che è con te ovunque tu sia – in ufficio o sul campo. Associato a un sensore di precisione, la piattaforma porta oltre a  immagini aeree tradizionali anche immagini per l’analisi della NDVI e NDRE, l’analisi numerica, la mappatura vegetativa, l’elevazione e la mappatura 3D.



X710 – Sensore di precisione
Integranto su droni DJI Matrice serie 200, il sensore X710 offre eccezionali informazioni sulla vegetazione per informazioni geochimica.
Utilizzando la tecnologia plug-and-play e stabilizzante del gimbal, l’X710 consente di scambiare facilmente i carichi utili e scegliere tra una varietà di sensori per aumentare il numero e la tipologie delle missioni. Il risultato: è possibile acquisire rapidamente dati raccolti, sviluppare misurazioni di indici spettrali ad alta precisione ed eseguire algoritmi di deep learning.



Tutti i dati di X710 sono compatibili con il software di analisi (tablet compreso), che consente di produrre mappe di salute della vegetazione, collegare i dati, eseguire analisi e spingere i file di forma (.SHP) alle apparecchiature sul campo – non è necessaria alcuna connessione Internet!





ISPEZIONE LINEE ELETTRICHE AD ALTA TENSIONE



Le linee elettriche per la distribuzione dell’energia elettrica su elettrodotti ad alta tensione, costituite da cavi e tralicci, non sono esente da problematiche relative alla manutenzione e da quelle causate dal deterioramento dei materiali. In particolare per assicurare la continuità del servizio è essenziale conoscere lo stato dei conduttori, dei sostegni, degli isolatori, dei trasformatori su palo e di altre componenti.
Svolgere l’attività di ispezione in questo ambito può essere pericoloso per le persone che solitamente si devono recare in prossimità delle linee. inoltre i costi possono essere rilevanti e spesso è necessario interrompere l’erogazione di energia elettrica nel tratto interessato per evidenti motivi di sicurezza.
Per ovviare e mitigare gran parte di questi problemi risulta interessante l’utilizzo di APR (Aeromobile a Pilotaggio Remoto) industriali adibiti alle ispezioni degli elettrodotti.
1) Mitigare il rischio per il personale addetto ai controlli, che solitamente si reca in prossimità delle linee ad alta tensione
2) Mitigare i costi di ispezione preventiva, programmata o straordinaria
3) Mitigare il tempo necessario all’identificazione del problema
4) Fornire in tempo reale feedback riguardanti lo stato di manutenzione e condizioni d’uso dei tralicci e dei relativi componenti critici
5) Controlli con dettaglio elevato ogni singola parte elettrica, giunzioni, isolatori, stato dei materiali, vegetazione infestante o altre situazioni indesiderate
6) Mantenersi a distanza di sicurezza operando con zoom ottico 30x stabilizzato, fornendo video completamente stabili ed in alta definizione, da cui ricavarne anche dei singoli fotogrammi
7) Verificare lo stato di manutenzione dei conduttori, dei sostegni, degli isolatori e dei trasformatori su traliccio
8) Garantire la continuità del servizio elettrico fornito
Questa tipologia di controllo avviene con linee elettriche in tensione, ovvero senza ricorrere ad alcuna interruzione del servizio e quindi senza alcun disagio alla clientela.

DOPPIA TELECAMERA
Una termocamera al fine di individuare la presenza di eventuali punti “caldi”, quali ad esempio i contatti dei sezionatori, le morsettiere elettriche nei punti di connessione tra linea aerea e quelle in cavo ecc. Tali punti rappresentano ovviamente un’anomalia nel corretto funzionamento del componente oggetto della misura, che in molti dei casi si traduce in una possibile perdita di energia elettrica o peggio ancora in una possibile interruzione di collegamento elettrico, qualora il componente dovesse danneggiarsi ulteriormente.

Una telecamera con zoom 30x ottico e 6x digitale (180x complessivo) per un’analisi della stato della linea, quali il deterioramento degli isolatori, pali, armamento, terreno, dispositivi di protezione contro le sovratensioni come anche le condizioni dei trasformatori a palo, condizioni esterne delle cabine, presenza di piante vicino alla linea.



Ai clienti e ai tecnici professionisti del Fornitore di Energia Elettrica vengono fornite fotogafie geolocalizzate relative ai dettagli sia conformi che non oltre alle analisi termografiche certificate che, tramite valutazioni e stime, possono programmare gli eventuali interventi da mettere in atto.






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