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Droni e sicurezza: tutto sulle nuove regole UE 2019 – 2020

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Pubblicato da in droni sicurezza nuove regole ue 2019 2020 ·
Tags: dronisicurezzanuoveregoleue20192020
Perché una nuova regolamentazione?
Un nuovo set di norme europee entrato in vigore il primo luglio 2019 (ma applicabile da luglio 2020) fornisce nuove regole generali e condivise a livello europeo per il volo in sicurezza dei droni di qualsiasi misura, ad esclusione di quelli usati per operazioni di interesse pubblico (ossia i droni ad uso militare, di polizia o per spegnimento incendi), secondo un approccio basato sul rischio e la proporzionalità, a seconda del peso e delle caratteristiche dei droni.
Il set di norme, specifiche per gli aeromobili senza equipaggio (Unmanned Aircraft Systems –UAS), stabilisce i principi generali per garantire la sicurezza, proteggere la privacy e tutelare l’ambiente. Vediamo quali sono le principali novità per i produttori e per gli utilizzatori.
Il nuovo set di regole per i droni comprende il Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 sull’esercizio di sistemi di aeromobili senza equipaggio e il Regolamento delegato (UE) 2019/945 sui requisiti di progettazione e di fabbricazione. I due regolamenti emanati dalla Commissione Europea traggono origine dal nuovo Regolamento (UE) 2018/1139 del 4 luglio 2018 applicabile al settore dell’aviazione civile e che ha sostituito il previgente quadro normativo del 2008 (la cosiddetta “Basic Regulation”).
La Basic Regulation, applicabile sia ai velivoli tradizionali che agli UAS, escludeva però dal suo ambito di applicazione i droni di un peso inferiore a 150 kg, la cui regolamentazione era così demandata al legislatore e alle autorità competenti nazionali. In Italia ad esempio, l’esercizio dei droni è regolato dal “Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” dell’ENAC.
Un nuovo capitolo nella storia dell’aviazione
Negli ultimi anni si è assistito ad uno sviluppo esponenziale dei droni sia con riferimento alla tecnologia disponibile che alle possibilità di utilizzo. Inizialmente sfruttati in ambito militare, oggi i droni sono alla portata di tutti, e vengono sempre più di frequente adoperati per lo svago e il tempo libero.
Ma è in ambito commerciale che si rileva la massima varietà di scopi a cui può esser destinato un drone: riprese nei set cinematografici, spettacoli di luci all’aperto (in alternativa ai tradizionali fuochi d’artificio), operazioni di ricerca e salvataggio, irrorazione dei campi, pulizia delle finestre in altezza e consegne in tempi brevi, sono solo alcune delle attività che vedono attualmente impiegati dei droni in diversi paesi del mondo, e grazie alla versatilità di queste macchine lo sviluppo di nuovi modelli e ambiti di applicazione procede rapidamente.
In Inghilterra ad esempio alcuni ricercatori stanno sviluppando droni in grado di ispezionare e riparare autonomamente le buche nelle strade. E nel prossimo futuro, i droni saranno certamente utilizzati per i trasporti pubblici, come lascia intendere il progetto “Urban Air Mobility” sostenuto dall’Unione Europea, che sta incentivando iniziative private per la creazioni di “taxi volanti“, e che ha già come partners Audi ed Airbus.
È evidente, quindi, come si stia aprendo un nuovo capitolo nella storia dell’aviazione, non a caso secondo la Commissione europea l’industria dei droni potrebbe creare circa 150.000 posti di lavoro nell’UE entro il 2050.
In questo scenario un numero significativo di autorità aeronautiche nazionali ha già da tempo iniziato ad emettere nuove norme sulla sicurezza aerea per regolare l’uso dei droni nello spazio aereo nazionale. Tuttavia, per garantire certezza giuridica e coerenza in tutta l’UE e nel disegno di un “cielo unico europeo“, il 7 dicembre 2015 la Commissione europea ha proposto una revisione del quadro legislativo dell’UE, per essere pronti alle sfide attese oltre il 2020. Il risultato di tale proposta è stato il citato Regolamento (UE) 2018/1139, grazie al quale l’Unione Europea può regolare le operazioni civili di tutti i tipi di droni, sostituendo progressivamente i regolamenti nazionali sulle operazioni civili dei droni di peso inferiore ai 150 kg.
E nel Considerando n. 26 di tale Regolamento si legge infatti espressamente che, poiché i droni utilizzano lo stesso spazio aereo degli aeromobili con equipaggio e sono dotati di tecnologie che rendono oggi possibile un’ampia gamma di operazioni, devono esser soggetti alle stesse norme generali sull’aviazione civile indipendentemente dalla loro massa.
Le nuove regole: obblighi privacy e tutela dell’ambiente
Il Regolamento (UE) 2018/1139 stabilisce i principi generali per garantire la sicurezza, proteggere la privacy e tutelare l’ambiente.
Si tratta di regole proporzionate e basate sul rischio, concepite per ridurre le limitazioni e incoraggiare l’innovazione. Ad esempio, l’aviazione sportiva e ricreativa, inclusa quella relativa ai c.d. aeromodelli (droni ad uso solo ricreativo), è soggetta a procedure semplificate rispetto a quelle applicabili al trasporto aereo commerciale. Dall’altra parte, alle operazioni con droni ad alto rischio conseguono invece maggiori oneri per operatori.
A garanzia della sicurezza, il Regolamento stabilisce che tutti i droni devono essere controllabili e manovrabili in totale sicurezza e in maniera tale da non mettere mai a rischio le persone. A riguardo, ad esempio, si prevede che i droni siano dotati di sistemi di prevenzione delle collisioni.
Inoltre tutti i droni dovrebbero essere progettati anche per tenere conto della privacysecondo un approccio privacy by design e by default. I rischi per la privacy e la protezione dei dati sono essenzialmente legati alla disponibilità sulla UAS di una fotocamera o di un altro sensore che è in grado di registrare informazioni personali. La maggior parte degli UAS disponibili sul mercato, anche quando molto piccoli, sono infatti dotati di telecamere. Come evidenziato dal Gruppo di lavoro dell’ Articolo 29 (ora noto come Comitato europeo per la protezione dei dati), i rischi sono aumentati dalla mancanza di trasparenza, dovuta alla difficoltà di poter vedere i droni da terra e di sapere per quali scopi le immagini vengano riprese e soprattutto da chi.
A garanzia della privacy quindi, e più in generale al fine di identificare illeciti e violazioni, il Regolamento prevede che gli operatori dei droni siano registrati in registri nazionali e i droni immatricolati, in database elettronici facilmente consultabili.
A garanzia della tutela dell’ambiente, sono posti limiti al rumore e alle emissioni generate, come nel caso di qualsiasi altro velivolo.
Infine, il Regolamento estende il mandato dell’AESA (l’Agenzia Europea sulla Sicurezza Aerea), attribuendole nuovi poteri di ispezione, coordinamento con le autorità nazionali, compiti di certificazione e poteri attuativi, a rafforzare lo sviluppo di un c.d. “cielo unico europeo”, che interessa ora anche i droni di tutte le dimensioni. L’AESA svolgerà inoltre anche un ruolo importante nell’ambito della cybersecurity.
Le regole di dettaglio introdotte dai regolamenti esecutivi e delegati
Sui principi chiave di cui sopra, la Commissione Europea, su impulso della stessa AESA, ha emanato i Regolamenti con le norme di dettaglio: il Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 e il Regolamento delegato (UE) 2019/945.
Nel dettaglio, la normativa introduce tre categorie di operazioni (aperte, specifiche e certificate) classificate in base al livello di rischio.
Le operazioni a basso rischio (categoria aperta) non richiedono alcuna autorizzazione, ma saranno soggette a rigidi limiti operativi, come l’altitudine massima e dovranno conformarsi agli standard industriali.
Per le operazioni a medio rischio, gli operatori dovranno richiedere un’autorizzazione dell’autorità aeronautica nazionale sulla base di una valutazione dei rischi operativi che tenga conto anche dell’ambiente operativo, l’area geografica e la popolazione sorvolata dell’operazione prevista, oltre che i rischi inerenti e le misure di mitigazione previste (categoria specifica).
Infine, in caso di operazioni ad alto rischio, si applicheranno le regole dell’aviazione classica (categoria certificata). Gli operatori saranno inoltre tenuti ad immatricolarsi e ad esporre la matricola se operano in categoria specifica o certificata, o se operano in categoria aperta con UAS di massa superiore a 250 g o dotati di un sensore in grado di rilevare dati personali (salvo che siano conformi alla Direttiva Giocattoli 2009/48).
Sono previste inoltre regole sull’età minima per i piloti dei droni e sulle competenze che devono possedere e dimostrare. In particolare i piloti dovranno avere almeno 16 anni, a meno che utilizzino UAS con massa sotto i 250 g o operino sotto la supervisione di un pilota remoto conforme. Resta salva la possibilità per gli stati membri di ridurre l’età minima fino ad un massimo di 2 o 4 anni a seconda della categoria di operazione svolta dal drone. Si prevede inoltre la possibilità di richiedere all’autorità competente un’autorizzazione per le operazioni UAS nell’ambito di club e associazioni di aeromodellismo.
Con il regolamento delegato vengono infine introdotti nuovi requisiti per la fabbricazione e messa in commercio degli UAS prevedendo nuovi obblighi per i produttori, gli importatori e i distributori. In particolare si prevede che sui droni messi in commercio deve essere apposta la marcatura CE oltre ad una serie di informazioni aggiuntive tra cui l’indicazione del livello di potenza sonoro, inoltre i fabbricanti devono garantire la sicurezza e la conformità degli UAS predisponendo apposite procedure per il controllo delle fasi di produzione e per la verifica dei requisiti specifici introdotti negli allegati del Regolamento a seconda della classe di appartenenza dell’UAS. In base alle nuove disposizioni infatti gli UAS vengono suddivisi in 5 classi in base alla massa, alle specifiche tecniche, alle funzionalità automatiche e alle prestazioni del velivolo.
Applicabilità e prossimi passi
Le nuove norme sulle operazioni saranno applicabili a partire dal primo luglio 2020 e l’obbligo di registrazione degli operatori UAS sarà effettivo a decorrere da tale data. In questa fase transitoria rimarrà in vigore il “Regolamento sui mezzi a pilotaggio remoto” ma sarà progressivamente modificato per avvicinarsi alle nuove norme.
In considerazione del rapido sviluppo tecnologico dei droni e della quantità di dati (anche non personali) che essi scambiano in continuazione durante il volo, sarà opportuno prendere in considerazione anche gli impatti che il nuovo Regolamento ePrivacy potrà avere sul settore.
Come prossimi passi l’AESA ha pubblicato una timeline sul proprio sito secondo cui il prossimo ottobre prevede di rilasciare le prime guide per adeguarsi ai nuovi regolamenti e per svolgere le valutazioni del rischio ed intende inoltre presentare un emendamento al Reg. 2019/947 per agevolare gli operatori introducendo scenari standard a basso rischio.
Nel frattempo il Regolamento esecutivo prevede che nella categoria “aperta” l’uso di UAS messi in commercio prima della nuova normativa e che non sono classificati secondo i nuovi codici è consentito per un periodo transitorio fino al 1° luglio 2022, a condizione che vengano rispettati determinati criteri a seconda della fascia di peso, ad esempio gli aeromobili con peso inferiore a 2 kg potranno essere utilizzati mantenendo una distanza minima di 50 metri dalle persone e solo se controllati da piloti remoti che hanno raggiunto un adeguato livello di competenza attraverso un apposito corso teorico e pratico.



Codice della Strada 2019: cos'è, cosa prevede il testo, novità, quando

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Nuovo Codice della strada 2019: cosa prevede la riforma e le novità contenute nel testo.
La riforma del codice della strada sta finalmente per vedere luce, dopo che la commissione Trasporti della Camera dei deputati, ha provveduto ad approvare in prima lettura il disegno di legge che ora passa all'esame dell'aula, prima di approdare al Senato.
Entro la fine dell’anno, quindi, sarà approvato ed entrerà in vigore il nuovo codice della strada 2019 con tante novità sulle multe, nello specifico quella per chi utilizza il cellulare o qualsiasi altro dispostivo tecnologico durante la guida, i ciclisti, l’accesso alle autostrade per i motociclisti ecc.
Andiamo quindi a vedere cosa prevede il nuovo testo di Riforma del Codice della Strada 2019.
Nuovo Codice della Strada 2019 cos'è?
Cos'è il nuovo Codice della Strada 2019? Il Codice della Strada è un insieme di norme che regolamentano la guida dei veicoli, il corretto comportamento da attuare mentre si è alla guida ed in strada, la gestione delle strade, le violazioni, le sanzioni ed i provvedimenti amministrativi in caso di infrazioni.
A breve, entro la fine dell'anno, il Governo, quindi provvederà a varare il nuovo Codice della Strada 2019, dopo che la commissione Trasporti della Camera dei deputati, ha provveduto ad approvare in prima lettura il disegno di legge, ci sarà il passaggio del testo all'esame dell'aula e poi al Senato.
Riforma del Codice della Strada 2019: cosa prevede e novità
Tra le novità che saranno introdotte con il nuovo Codice della Strada 2019, c'è:
  • accesso in autostrada per i maggiorenni con ciclomotori 125 cc, ovvero al di sotto dei 150cc.
  • aumento della multa e sanzioni per guida con il cellulare in mano: si rischia la sospensione della patente da 7 a 30 giorni, da 1 a 3 mesi in caso di recidiva, e una multa da 422 a 1.697 euro;
  • monopattini, skate e hoverboard, moto elettriche potranno accedere in strada;
  • Abolizione bollo auto per i veicoli storici;
  • Cancellazione dell’obbligo degli anabbaglianti di giorno per le auto fuori dai centri abitati;
  • Sanzioni raddoppiate per chi guida una vettura senza assicurazione;
  • Abolito l'obbligo di collaudo per i veicoli a cui si agganciano carrelli, sarà sufficiente il certificato della casa costruttrice;
  • I piccoli trattori potranno essere immatricolati da parte di privati, senza partita IVA, purché il mezzo non superi le 6 tonnellate.
Codice della Strada 2019: ritito patente cellulare e multe
In base a quanto previsto dal testo del nuovo Codice della Strada 2019, in vigore entro la fine del 2019, è previsto il ritiro della patente per chi usa il cellulare mentre guida ma non solo,
Nello specifico ecco quali sono le sanzioni previsti dal nuovo CdS 2019 per chi usa il cellulare:
  • sospensione della patente da 7 a 30 giorni mentre aumenta da 1 a 3 mesi in caso di recidiva, ossia se la seconda violazione avviene durante i due anni successivi alla prima multa.
  • la multa passa da un minimo di 161 euro a uno di 422 e da un massimo di 467 a uno di 1.697 euro.
  • decurtazione punti patente;
  • sequestro dello smartphone in caso di incedenti dovuti a messaggini o telefonate.
Le sanzioni sono previste non solo per chi parla al telefono, ma per chiunque utilizza apparecchi elettronici anche per messaggi o per navigare su internet.
Multa se passeggero è senza cintura o casco:
Il nuovo Codice della Strada 2019 ha previsto la multa al conducente per il passeggero che non indossa la cintura di sicurezza, entrambi quindi dovranno pagare la sanzione.
Stesso discorso anche per il conducente moto nel caso in cui passeggero non indossi il casco.
Scende, invece, l’importo da pagare per chi contesterà una multa: la sanzione in caso di ricorso respinto viene ridotta al 50% dell’importo della multa, mentre oggi è al 100%. Sempre in tema di multe c’è un’altra novità: i comuni potranno affidare agli ausiliari del traffico la possibilità di effettuare multe in tutte le zone in cui esistono strisce blu.
Limitazioni nella guida neo patentati:
In base a quanto previsto dall'articolo 1117 del CdS 2019, saranno introdotte delle limitazioni nella guida ai neopatentati.
Per i primi 3 anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B, non è permesso superare i:
  • 100 km/h in autostrada;
  • 90 km/h nelle strade extraurbane principali.
Inoltre, ai titolari di patente di guida di categoria B, il primo anno dal rilascio non è consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW/t.
Notifica via PEC delle multe:
Una delle novità inserite nel nuovo Codice della Strada 2019 riguarda la possibilità di notifica della multa tramite PEC, ossia indirizzo di posta elettronica certificata.
Il conducente in possesso di PEC riceverà la notifica del verbale di contestazione, direttamente per via telematica, anche se non apre o visualizza il messaggio.
Nuovo CdS 2019 novità parcheggi e disabili:
Parcheggi rosa per le donne in gravidanza o con figli fino a due anni.
Ammessa la sosta gratuita sulle strisce blu per i disabili, provvisti di contrassegno disabili.
Aumento sanzioni per chi occupa il parcheggio dei disabili o si ferma in corrispondenza degli scivoli.
Stop alle cd. multe a strascico: quelle cioé effettuate con le telecamere alle auto in divieto di sosta o, comunque, nella situazione in cui chi guida può essere multato senza saperlo.
Ripristinato l’obbligo di notifica per poter pagare immediatamente la sanzione senza ulteriori spese.
Riforma del codice della strada 2019 e accesso autostrada:
Ok all'accesso per moto e scooter con cilindrata inferiore ai 150 cc in autostrada, SOLO se il conducente è maggiorenne.
Possono accedere in autostrada anche le moto elettriche.
Vietata la circolazione su autostrade e strade extraurbane con velocipedi, ciclomotori e motocicli con cilindrata inferiore a 120 cc.
Per le auto elettriche, previsto un limite all’ingresso nelle Ztl istituite per finalità ambientali.
Niente obbligo di patente e libretto:
Con il nuovo CdS 2019, viene abolito l’obbligo di dover presentare patente e libretto durante un controllo.
La decadenza dell'obbligo è perché tali documenti possono ora essere controllati per via telematica.
Nuovo codice della strada 2019: per i ciclisti
Con il nuovo Codide della Strada 2019 cambiano le regole anche per i ciclisti.
  • Per i bambini in bici scatta l'obbligo del casco fino a 12 anni.
  • i comuni potranno predisporre apposiste strisce di arresto per i ciclisti davanti agli stop e ai semafori;
  • per i veicoli che sorpassano le biciclette, scatta l'obbligo di rispettare la distanza laterale minima di 1,5 metri.
  • I comuni potranno consentire la circolazione dei ciclisti anche nelle corsie preferenziali e su particolari strade anche il doppio senso ciclabile segnalato.
Nuove classi di merito per privati ed aziende
Il nuovo Codice della Strada 2019 ha previsto anche delle novità circa le classi di merito per privati ed aziende.
L’Istituto per la Vigilanza sulla Assicurazioni avrà il compito di redigere un documento con la rilevazione della storia assicurativa e l’assegnazione della classe di CU, anche per le annualità coperte da contratti stipulati con formula a franchigia ed a tariffa fissa, e su tali indicazioni saranno applicate anche le polizze temporanee.
Classe di merito per le aziende: nel caso in cui dovesse esserci un cambio nella titolarità del veicolo che comporti il passaggio da una società ad un socio, la classe di CU maturata sul veicolo, viene riconosciuta al nuovo proprietario, anche in caso di sostituzione dell’auto.
Permesso inoltre il passaggio di proprietà di un veicolo tra persone coniugate, o unite civilmente.
In caso di furto del veicolo, il proprietario può conservare la classe di merito attiva prima della perdita di possesso o di mancata vendita.
Se l'auto è acquistata in leasing o con noleggio a lungo termine, all'utilizzatore verrà riconosciuta la classe di merito anche nel caso in cui non dovesse poi riscattare l'auto ed acquistare una vettura nuova.
Nel caso di veicolo intestato a soggetto portatore di handicap, la classe di CU maturata sul veicolo potrà essere riconosciuta anche sui veicoli acquistati dal coniuge o familiare.



Comitato Banda Ultralarga: al via piano per le aree grigie e i voucher per la connettività

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L’obiettivo è far risalire l’Italia nell'indice DESI, che rileva i progressi compiuti dagli Stati UE in termini di digitalizzazione
Si è tenuta al MiSE la riunione del Comitato Banda Ultra Larga (CoBUL) nella sua nuova composizione, presieduta oggi dal Ministro per il Sud Barbara Lezzi, su delega del Vice Presidente del Consiglio e Ministro Luigi Di Maio.
Nel corso della riunione, il Comitato ha approvato il lancio della seconda fase del Piano Banda Ultra Larga (BUL) per intervenire nelle aree grigie del Paese e sostenere la domanda di servizi ultraveloci attraverso i voucher per la connettività. Un tavolo tecnico avrà il compito nei prossimi giorni di dettagliare gli interventi previsti in vista del confronto con la Commissione Europea.
Sullo stato di avanzamento del piano per le aree bianche, avviato nel 2017, è stata fornita una dettagliata informativa nella quale sono stati evidenziati alcuni rallentamenti nella realizzazione delle opere.
Il COBUL ha, infine, affrontato le questioni relative al completamento degli interventi nelle aree bianche per la Regione Basilicata e al ricorso del Governo in merito alla decisione della UE di non riconoscere l’IVA nelle aree bianche.
È necessario accelerare la digitalizzazione del Paese, attraverso la realizzazione di una infrastruttura di rete veloce, efficiente e soprattutto accessibile su tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud. Con il lancio della seconda fase della Strategia nazionale per la Banda Ultralarga, vogliamo ribadire l'importanza di uno sviluppo tecnologico che si rende necessario per creare finalmente quelle autostrade digitali di cui il Paese ha bisogno " - ha dichiarato il Ministro per il Sud Barbara Lezzi.
Nella riunione del COBUL di oggi viene avviato, su impulso del Ministro Di Maio, un percorso sfidante. L’obiettivo è far risalire l’Italia nell'indice Desi, che rileva i progressi compiuti dagli Stati UE, in termini di digitalizzazione, non solo sul fronte delle infrastrutture ma anche in relazione ai servizi digitali per cittadini e imprese, con uno sforzo corale del Paese a tutti i livelli istituzionali”, ha dichiarato Marco Bellezza, Consigliere giuridico del Ministro Di Maio per le comunicazioni e l’innovazione digitale.



Decreto Crescita 2019: cos'è, novità, cosa prevede testo approvato

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Pubblicato da in Decreto Crescita Gazzetta Ufficiale ·
Tags: DecretoCrescitaGazzettaUfficiale
Decreto Crescita in Gazzetta Ufficiale: è stato pubblicato sul supplemento ordinario n. 26/L alla Gazzetta ufficiale n. 151 del 29 giugno 2019, la legge 28 giugno 2019, n. 58 recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi” unitamente al testo coordinato del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (cosiddetto Decreto Crescita).
Le misure previste dal testo Decreto Crescita Dl 34/2019 vertono su interventi espansivi che possano essere da stimolo alla ripresa economica dell'Italia e degli investimenti.
Il decreto Crescita testo è quindi molto importante perchè insieme al decreto Sblocca Cantieri, dovrebbe portare ad uno sblocco della stagnazione attraverso l'introduzione di una serie di incentivi, agevolazioni e molte novità fiscali.
Tra le novità decreto crescita 2019 c'è ad esempio dalla reintroduzione del super ammortamento per le imprese, il rifininanziamento del Fondo di garanzia mutuo prima casa, un nuovo bonus casa riservato alle imprese di costruzione e ristrutturazione, semplificazioni Ecobonus, per i lavori di risparmio energetico, addio alla mini-Ires al 15%, un marchio storico nazionale ma entriamo nel dettaglio e vediamo il decreto crescita testo, cosa prevede e quali novità per imprese, professionisti e famiglie.

Che cos'è il decreto Crescita?
Il decreto Crescita 2019 è un decreto legge molto importante per il governo gialloverde perché su questo e sul decreto Sblocca cantieri, che si gioca la partita della ripresa economica dell'Italia e degli investimenti.
Il nostro Paese non cresce, l'economia è ferma, il PIL scende e il debito pubblico aumenta, per cui visto che il governo Conte ha più volte ribadito che non ci sarà bisogno di una Manovra bis, ecco che il decreto Crescita assume un ruolo molto importante e perché sicuramente sarà al centro del prossimo DEF, Documento di Economia e Finanze.

Decreto Crescita 2019 testo approvato:
Tra le ultimissime novità approvate in via definitive al Senato durante l'iter di conversione in legge del testo decreto Crescita 2019 pdf approvato ci sono le seguenti misure:
  • proroga ISA versamenti imposte per i soggetti che applicano gli ISA al 30 settembre 2019;
  • moratoria sanzioni fino al 31 dicembre 2019 per gli esercenti obbligati all'emissione dello scontrino elettronico dal 1° luglio 2019, vedi a tale proposito scontrino elettronico sanzioni sospese.
  • risparmiatori bancari previsti rimborsi veloci sotto i 50.000 euro.
  • prevista l'estensione dell'accesso al fondo per le vittime di mancati pagamenti anche ai professionisti da parte di aziende debitrici imputate nei procedimenti penali come bancarotta o ricorso abusivo del credito;
  • credito d'imposta 30% per le aziende che partecipano a fiere internazionali e in Italia;
  • stretta sugli affitti brevi: 1) solidarietà nei versamenti della cedolare secca tra soggetti residenti e non residenti in Italia appartenenti ad uno stesso gruppo e 2) previsto un codice identificativo univoco per tutte le strutture ricettive.
  • estensione incentivi Ecobonus auto anche a moto, ciclomotori, microcar;
  • esenzione per i redditi di capitale derivanti dagli investimenti effettuati nel 2020 e mantenuti per 5 anni.
  • nuove scadenze fiscali decreto Crescita, che sono cambiate per effetto del Dl.
  • scivolo pensione 2019 per i lavoratori di imprese con contatti di espansione.

Decreto Crescita 2019 testo approvato, emedamenti e articoli
Ecco  quali sono gli emendamenti e articoli del D.L. n. 34/2019 testo approvato pdf pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella sua versione convertita.

Decreto Crescita Capo I Misure fiscali per la crescita economica:
Articolo 1: Maggiorazione dell'ammortamento per i beni strumentali nuovi, per cui proroga Superammortamento;
Articolo 2: Revisione mini-IRES;
Articolo 3: Maggiorazione deducibilità IMU dalle imposte sui redditi;
Articolo 3-bis: Abolizione dell'obbligo di comunicazione della proroga della cedolare secca e della distribuzione gratuita dei modelli cartacei delle dichiarazioni;
Articolo 3-ter - Nuova scadenza dichiarazione IMU e TASI al 31 dicembre dell'anno successivo;
Articolo 3-quater: Abolizione dichiarazione IMU Tasi per gli immobili concessi in comodato d’uso;
Articolo 3-sexies: Revisione delle tariffe INAIL dall’anno 2023 - Modifiche alla disciplina del Patent box;
Articolo 4-bis: Semplificazioni in materia di controlli formali delle dichiarazioni dei redditi e nuova scadenza Modello Redditi al 30 novembre;
Articolo 4-ter:  Impegno cumulativo a trasmettere dichiarazioni o comunicazioni;
Articolo 4-quinquies:  Semplificazione ISA;
Articolo 4-sexies: nuove regole ISEE - dichiarazione sostitutiva unica, reddito di cittadinanza ISEE corrente e doppia opzione calcolo.
Articolo 4-octies: Obbligo di invito al contraddittorio;
Articolo 4-novies: Interpretazione autentica in materia di difesa in giudizio dell'Agenzia delle entrate-Riscossione;
Articolo 4-decies: Norma di interpretazione autentica in materia di ravvedimento parziale - Rientro dei cervelli;
Articolo 5, comma 5-bis - Rientro dei cervelli;
Articolo 5-bis: proroga versamenti imposte Unico dichiarazione dei redditi;
Articolo 5-ter: Disposizioni in materia di progetti di innovazione sociale;
Articolo 6: Modifiche al regime forfettario;
Articolo 6-bis: Semplificazione degli obblighi informativi per chi applica il regime forfetario;
Articolo 7: Incentivi per la valorizzazione edilizia e disposizioni in materia di vigilanza assicurativa;
Articolo 7-bis: Esenzione TASI per gli immobili costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita;
Articolo 7-ter: Estensione Sismabonus al settore edile;
Articolo 9 - Trattamento fiscale di strumenti finanziari convertibili;
Articolo 10, commi da 1 a 3 e comma 3-ter: Modifiche alla normativa efficienza energetica e rischio sismico;
Articolo 10, comma 3-bis: Modifiche alla disciplina alle agevolazioni interventi di efficienza energetica e rischio sismico;
Articolo 10-bis: Estensione Ecobonus auto ai motorini elettrici previa rottamazione;
Articolo 11 - Aggregazioni d’imprese;
Articolo 11-bis: Modifica all'articolo 177 del testo unico delle imposte sui redditi, in materia di scambio di partecipazioni;
Articolo 12: Estensione dell'obbligo della fatturazione elettronica alla Repubblica di San Marino;
Articolo 12-bis: Luci votive;
Articolo 12-ter: Semplificazione dei termini per l'emissione della fattura;
Articolo 12-quater: Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA;
Articolo 12-quinquies: Modifica all'articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, in materia di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi;
Articolo 12-sexies: Cedibilità dei crediti IVA trimestrali;
Articolo 12-septies: Semplificazioni in materia di dichiarazioni di intento riguardo all'IVA;
Articolo 12-octies: Tenuta della contabilità in forma meccanizzata;
Articolo 12-novies: Imposta di bollo virtuale sulle fatture elettroniche;
Articolo 13 : Nuova comunicazione per le Vendita di beni tramite piattaforme digitali;
Articolo 13-bis: Reintroduzione della denuncia fiscale per la vendita di alcolici;
Articolo 13-ter: Nuove disposizioni per ii pagamento o deposito dei diritti doganali;
Articolo 13-quater: Nuove disposizioni per le locazioni brevi ed attività recettive, arriva il codice unico identificativo.
Articolo 14: Enti associativi assistenziali;
Articolo 15: Estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali;
Articolo 15-bis: Efficacia delle deliberazioni regolamentari e tariffarie relative alle entrate tributarie degli enti locali;
Articolo 15-ter: Misure preventive per sostenere il contrasto dell'evasione dei tributi locali;
Articolo 15-quater: Modificato l'articolo 232 del testo unico circa la contabilità economico-patrimoniale dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti;
Articolo 16: Previsto il Credito d'imposta per le commissioni riferite a pagamenti elettronici da parte di distributori di carburante;
Articolo 16-bis: proroga pace fiscale: Rottamazione ter e saldo e stralcio al 31 luglio;
Articolo 16-ter: Norma di interpretazione autentica in materia di IMU sulle società agricole;
Articolo 16-quater: Stralcio dei debiti fino a 1000 euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010;
Articolo 16-quinquies: Disposizioni in materia previdenziale.

Decreto Crescita Capo II Misure per il rilancio degli investimenti privati:
Articolo 17: Garanzia sviluppo media impresa:
Articolo 18: Semplificazione Fondo di garanzia per le PMI;
Articolo 18-bis: Utilizzo del Fondo rotativo;
Articolo 18-ter: Nuova Piattaforma telematica Incentivi.gov.it.
Articolo 18-quater: Disposizioni in materia di fondi per l'internazionalizzazione delle imprese;
Articolo 19: Rifinanziamento Fondo di garanzia prima casa;
Articolo 19-bis: Norma di interpretazione autentica in materia di rinnovo dei contratti di locazione a canone agevolato;
Articolo 19-ter: nuove disposizioni di accesso al Fondo vittime di mancati pagamenti;
Articolo 20: nuove regole per la Nuova Sabatini;
Articolo 21: Sostegno alla capitalizzazione;
Articolo 22: Tempi di pagamento tra le imprese;
Articolo 23: Cartolarizzazioni;
Articolo 24: Sblocca investimenti idrici nel sud;
Articolo 25: Dismissioni immobiliari enti territoriali;
Articolo 26 - Agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell'ambito dell'economia circolare;
Articolo 26-bis - Disposizioni in materia di rifiuti ed imballaggi;
Articolo 26-ter: Agevolazioni fiscali sui prodotti da riciclo e riuso;
Articolo 26-quater: Sostegno alle imprese nei processi di sviluppo tecnologico;
Articolo 27: Istituzione della Società di investimento semplice – SIS;
Articolo 28: Semplificazioni per la definizione dei patti territoriali e dei contratti d'area;
Articolo 28-bis: Modifiche all’articolo 10 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147;
Articolo 29, commi 1–9: Nuove imprese a tasso zero, Smart & Start e Digital Transformation;
Articolo 29, commi 9-bis–9-novies. Servizi digitali delle pubbliche amministrazioni;
Articolo 30: Contributi ai comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile;
Articolo 30-bis: Norme in materia di edilizia scolastica;
Articolo 30-ter: Agevolazioni per la promozione dell'economia locale attraverso la riapertura e l'ampliamento di attività commerciali, artigianali e di servizi;
Articolo 30-quater: Interventi a favore di imprese private nel settore radiofonico.

Decreto Crescita Capo III Tutela del Made in Italy:
Articolo 3: Marchi storici;
Articolo 32: Contrasto all'Italian sounding e incentivi al deposito di brevetti e marchi;

Decreto Crescita Capo IV Ulteriori misure per la crescita:
Articolo 32-bis: Transazioni in materia di cartelle di pagamento e di ingiunzioni fiscali;
Articolo 33: Assunzioni di personale nelle regioni a statuto ordinario e nei comuni in base alla sostenibilità finanziaria;
Articolo 33-bis: Potenziamento del sistema di soccorso tecnico urgente vigili del fuoco;
Articolo 33-ter: Disposizioni in materia di regioni a statuto speciale;
Articolo 34 - Piano grandi investimenti nelle zone economiche speciali;
Articolo 35 - Obblighi informativi erogazioni pubbliche;
Articolo 36, commi 1-2: Banche popolari e Fondo indennizzo risparmiatori;
Articolo 36, commi 2-bis-2-terdecies: Innovazione di servizi e prodotti finanziari;
Articolo 36-bis: Disposizioni in materia di trattamento fiscale dei fondi di investimento europei a lungo termine;
Articolo 36-ter: Proroga del termine per la garanzia dello Stato su passività di nuova emissione.
Articolo 37: Ingresso del Mef nel capitale sociale della NewCo Nuova Alitalia;
Articolo 38, tutti i commi tranne 1-novies - Debiti enti locali;
Articolo 38, comma 1-novies: Finanziamento di specifici obiettivi connessi all'attività di ricerca, assistenza e cura relativi al miglioramento dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza;
Articolo 38-bis: Applicazione delle norme in materia di anticipazioni di liquidità agli enti territoriali per il pagamento dei debiti PA;
Articolo 38-ter: Procedura di riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio delle regioni;
Articolo 38-quater: Recepimento dell'accordo tra Governo e Regione siciliana;
Articolo 39 - Modifica al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4.
Articolo 39-bis: Bonus eccellenze;
Articolo 39-ter: Bonus assunzioni Sud Mezzogiorno;
Articolo 40: Misure di sostegno al reddito per chiusura della strada SS 3-bis Tiberina E45;
Articolo 41 - Misure in materia di aree di crisi industriale complessa;
Articolo 41-bis: Riconoscimento della pensione di inabilità ai riconosciuti di malattie professionali a causa dell'esposizione all'amianto;
Articolo 42: Controllo degli strumenti di misura in servizio e sulla vigilanza sugli strumenti di misura conformi alla normativa nazionale ed europea;
Articolo 43: Semplificazione degli adempimenti enti del Terzo settore
Articolo 44: Semplificazione ed efficientamento dei processi di programmazione, vigilanza ed attuazione degli interventi finanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione;
Articolo 44-bis: Incentivo fiscale per promuovere la crescita dell'Italia meridionale;
Articolo 45 - Proroga scadenza per il ricalcolo dei vitalizi regionali e correzione di errori formali;
Articolo 46: Modifiche articolo 2, comma 6 del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1;
Articolo 47: Alte professionalità esclusivamente tecniche per opere pubbliche, gare e contratti e disposizioni per la tutela dei crediti delle imprese sub-affidatarie, sub-appaltatrici e sub-fornitrici;
Articolo 47-bis: Misure a sostegno della liquidità delle imprese;
Articolo 48 - Disposizioni in materia di energia;
Articolo 49: Credito d'imposta per la partecipazione di PMI a fiere internazionali;
Articolo 49-bis: Misure per favorire l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro;
Articolo 49-ter - Strutture temporanee nelle zone del centro Italia colpite dal sisma;
Articolo 50: Disposizioni finanziarie;
Articolo 50-bis: Clausola di salvaguardia.

Decreto crescita testo: Superammortamento 2019
Il primo capitolo Decreto Crescita dal titolo Misure fiscali per la crescita economica vede all'Articolo 1 "Maggiorazione dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi - Superammortamento.
Prevista quindi la reintroduzione e la proroga Superammortamento 2019 per i soggetti titolari di reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, fatta eccezione dei veicoli per tutto il 2019, ovvero fino al 30 giugno 2020 a patto di aver effettuato l'ordinativo e pagato l'acconto del 20% entro il 21 dicembre 2019.
L'agevolazione del Superammortamento 2019 consente di fruire di una maggiorazione sulle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria del 30% fino ad investimenti pari a 2,5 milioni di euro.

Decreto Crescita testo: mini IRES
Decreto Crescita IRES: in base a quanto previsto dal decreto, l'IRES al 15% introdotta con la nuova Legge di Bilancio 2019 è abolita, con un risparmio per la Cassa di Stato di 2 miliardi di euro, e viene introdotto un taglio graduale dell’aliquota fino al 20% nel 2022, da applicare agli utili di esercizio accantonati a riserve.
In pratica secondo quanto chiarito dal  viceministro dell’Economia in quota Lega, Massimo Garavaglia, mentre l'IRES al 15% è di difficile attuazione, il governo introdurrà un sistema pù semplice: se si lasciano soldi in azienda si paga l'IRES al 20,5%, se invece si tirano fuori l'aliquota IRES rimane al 24%.

Decreto Crescita 2019: aumento deducibilità IMU al 60%
All'articolo 1 ter del decreto Crescita è prevista la Maggiorazione deducibilità IMU dalle imposte sui redditi, in pratica ora la deducibilità IMU è pari al 40% con il decreto, a partire dal 2020, è previsto l'aumento al 60%.
Per l'anno 2019, la deducibilità IMU, imposta municipale propria di immobili strumentali dal reddito di impresa o dal reddito derivante da arti o professioni, aumenta dal 40% al 50%.

Nuovo Bonus Casa nel decreto Crescita:
Viene previsto nel testo del decreto Crescita un nuovo bonus casa per le imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare fino al 2021. Tale bonus per le società che acquistano ed entro i successivi 10 anni, demoliscono e ricostruiscono l'edificio, prevede:
  • il versamento di 200 euro una tantum per l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale;
  • possibilità di variazione volumetrica;
  • alienazione rispetto al fabbricato preesistente.

Stop sfruttamento Italian sounding:
Il testo bozza del decreto Crescita prevede lo stop allo sfruttamento di parole che rimandano all'Italia e che vengono utilizzate per attirare un numero più alto di clienti.
Con la nuova norma si andrà quindi a tutelare maggiormente i marchi riconducibili alle forze dell’ordine e alle forze armate e i nomi di regioni e comuni.
In particolare sarà vietata la registrazione di marchi d'impresa che contengano parole cd. italian sounding e, più in generale, di figure o segni lesivi dell’immagine o della reputazione dell’Italia.
Per cui niente più magliette con scritto "Marina" o formaggi "Parma".

DL Crescita 2019: marchio storico di interesse nazionale
Che cos'è il marchio storico di interesse nazionale nel Dl Crescita? Il marchio storico è un particolare registro che nasce con il decreto Crescita nel quale verranno iscritti le persone fisiche o giuridiche aventi marchi d’impresa vecchi di 50 anni o che possono dimostrare l’uso continuativo da almeno cinquanta anni.
La registrazione del marchi storico di interesse nazionale su questo apposito registro, consentirà alle aziende in crisi di poter accedere a degli aiuti Stato, ciò consentirà a non far chiudere stabilimenti o a vendere/svendere il marchio italiano all'estero.
Le imprese pertanto potranno cercare un acquirente per lo stabilimento in difficoltà ma in caso di fallimento, il marchio sarà gestito dallo Stato, per essere riassegnato in futuro.

Decreto Crescita: nasce la Sis, Società di investimento semplice
Con il decreto Crescita 2019 nasce un nuovo tipo di società: la Sis, Società di investimento semplice che potrà investire SOLO in start up non quotate, beneficiando dell’esenzione dalle tasse dei redditi di capitale.
Le nuove società Sia che si costituiscono con capitale fino a 25 milioni, raccolto presso investitori professionali o anche tramite business angels, dovranno avere come "oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto in Pmi non quotate su mercati regolamentati", che si trovano nella fase “di sperimentazione, di costituzione e di avvio dell’attività, per cui START UP.

Incentivi alle imprese che si finanziano con obbligazioni:
Un'altra agevolazione che arriverà con il Dl Crescita riguarda gli Incentivi alle imprese che si finanziano con l'emissione di obbligazioni.
La nuova norma ha l'obiettivo di sostenere progetti di sviluppo aziendale. Le risorse destinate dal governo alla misura dovrebbero ammontano a 70 milioni di euro.

Nuova Comunicazione IVA per chi vende tramite piattaforme digitali:
In base di quanto previsto dall'articolo 12 del testo Decreto Crescita entro la scadenza del mese di luglio 2019, i soggetti passivi IVA avranno un altro adempimento da dover effettuare, infatti per chi vende beni a distanza tramite piattaforme digitali, dovrà inviare la nuova Comunicazione IVA vendite a distanza di beni su piattaforme elettroniche.

Mini tassa per chi torna in Italia:
Prevista dal Dl Crescita 2019 una sorta di mini-tassa per chi decide di ritornare in Italia per almeno due anni, dopo essersi trasferito all'estero per 2 anni.
La norma prevede dal 2020 quindi il pagamento delle tasse con un forte sconto per coloro che intendono tornare: il 30% del reddito per 5 anni + altri 5 anni se il trasferimento avviene al Sud, se si hanno figli o si compra una casa.
Il Decreto crescita inoltre aumenta da 4 a 6 gli anni di sconti fiscali per il rientro dei cervelli in fuga.

Nuova Sabatini:
Con il Decreto Crescita 2019 arrivano novità anche per quanto riguarda la famosa legge Sabatini, che riguarda le agevolazioni sui finanziamenti per l'acquisto di nuovi macchinari strumentali.
Le novità Sabatini contenute nella bozza Dl Crescita sono:
  • abolizione della soglia massima di 2 milioni di euro per gli investimenti. Tali investimenti saranno quindi senza limite.
  • possibilità di erogare il contributo in un'unica soluzione qualora l'investimento non superi i 100 milioni di euro;
  • aumento del contributo per le imprese più piccole: 5% per le micro imprese e 3,575% per le imprese di media dimensione.

Obbligo fattura elettronica San Marino:
Il DL Crescita prevede l'estensione dell'obbligo fattura elettronica anche agli scambi Italia - San Marino.
La nuova norma intende applicare nei rapporti commerciali tra Italia e San Marino l’obbligo di fatturazione in modalità elettronica, anziché attraverso la fattura emessa in formato cartaceo e in 4 tipologie come previsto dal dm 24 dicembre 1993.

Decreto crescita 2019: condono cartelle enti locali
Nel decreto Crescita 2019 spunta anche un nuovo condono cartelle, ossia l'estensione della rottamazione cartelle bollo auto, IMU e TASI, TARI per gli enti locali che non hanno utilizzato per la riscossione l’ex Equitalia.
Qualora dovesse essere approvata la norma, Comuni, Province e Regioni potranno quindi avvalersi della definizione agevolata per le cartelle notificate tra il 2000 e il 2017.
Gli enti avranno sessanta giorni a disposizione per decidere.

Canoni di locazione non percepiti novità:
Con le novità introdotte dal decreto Crescita ora diventerà più facile detassare i canoni di locazione non percepiti, per i contratti di affitto di immobili ad uso abitativo stipulati, infatti, a partire dal 1° gennaio 2020, ci sarà l'esenzione dalla tassazione delle somme non corrisposte dal locatore, senza dover attendere la conclusione del procedimento di convalida di sfratto, in quanto sarà sufficiente l’ingiunzione di pagamento o l’intimazione di sfratto per morosità.

Decreto Crescita sconto Immediato Ecobonus, ristrutturazioni, SIsmabonus:
Grazie al decreto Crescita viene introdotra la possibilità di beneficario dello sconto immediato Econobus, ristrutturazioni Sismabonus, per cui i contribuenti possono optare o per la detrazione in 10 anni o dello sconto immediato pari alla percentuale di detrazione spettante con il relativo bonus, purché l'acquisto sia rivolto al risparmio energetico.
Ad esempio quindi con il bonus condizionatori 2019, il contribuente, può acquistare un climatizzatore scontato del 50% applicato dal venditore che recupera poi lo sconto con il credito d'imposta.

DL Crescita sostegno ai professionisti:
Secondo quanto previsto dall'articolo 15 del DL Crescita, avviate delle misure atte al Sostegno allo sviluppo dell’attività dei liberi professionisti atte a favorire l'ingresso dei professionisti nel mercato attraverso:
  • polizza sanitaria integrativa;
  • tutela conto la disabilità;
  • tutela per la maternità e genitorialità;
  • tutela dell’invalidità temporanea all’esercizio della professione e quindi in caso d perdita temporanea del reddito;
  • sostegno per l’avvio della previdenza complementare;
  • tutela contro i rischi legati all’esercizio della professione (polizza RCP);
  • fondi di garanzia per favorire l’accesso al credito del professionista;
  • mutui ipotecari per l’acquisto della prima casa o per il primo studio professionale;
  • prestiti d’onore per il completamento degli studi, specializzazioni o master;
  • attività di studio e ricerca.



Come individuare una perdita d’acqua in una tubatura non a vista (sotto-traccia)

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Per rilevare correttamente le perdite d’acqua bisogna ricorrere a strumenti e procedure tecniche specifiche, per questo motivo in alcuni casi è necessario chiedere il supporto di ditte specializzate e professionisti del settore.
In linea di massima, sono quattro le modalità per localizzare una perdita d’acqua e coinvolgono nell’ordine: monitorare il contatore d’acqua, cercare eventuali rumori prodotti dalla perdita, richiedere la consulenza a professionisti termografici specializzati, sonda. In questo caso specifico abbiamo usato la combinazione termografia-messa in pressione dell’impianto.



L’umidità di risalita è una tra le cause più frequenti di degrado delle murature

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L’umidità di risalita è causata dalla presenza di acqua nel terreno. L’umidità presente nel sottosuolo può giungere alla base della muratura e, sfruttando il principio della capillarità, salire attraverso la parete. Tale processo può essere agevolato dalla presenza di sali. Il fenomeno dell’umidità di risalita interessa solitamente le pareti che si trovano al piano terra o sotto il livello del suolo (esistono soluzioni studiate appositamente per i muri controterra e per quelli interrati).
Vi sono delle caratteristiche particolari che permettono di distinguere l’umidità di risalita dalle altre forme di umidità sui muri, info e contatti 3270543695



Ispezione termografica con prova di allagamento

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La prova di allagamento permette di valutare con accuratezza la tenuta idraulica del terrazzo o del tetto, simulando una situazione di intasamento delle bocchette di captazione. Questo tipo di prova permette di escludere che la guaina o il pavimento presentino fessure o micro fessure che a lungo termine possano essere causa di infiltrazioni e muffa, danneggiando l’abitazione sottostante.
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THERMOGRAPHIC inspection with flooding test.
What is the latter?
The flooding test makes it possible to accurately assess the watertightness of the terrace or roof, simulating a blockage situation in the air intake openings. This type of test makes it possible to exclude that the sheath or the floor presents cracks or micro-cracks that may cause infiltration and mold in the long term, damaging the underlying house.
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Ricerca del guasto attraverso la termografia (tubo di acqua condotta, multistrato, rame, acciacio, ecc.)

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Vivere in un condominio, soprattutto nelle città, è la soluzione abitativa certamente più utilizzata ormai in Italia: la vita condominiale, purtroppo, ha anche degli inconvenienti dovuti alla necessaria condivisione di spazi, muri e solai divisori che spesso, in assenza di reciproca collaborazione, possono creare non pochi problemi tra proprietari e anche azioni giudiziarie.
Uno dei problemi più consueti è quello relativo alle infiltrazioni d’acqua dal piano superiore, che può comportare notevoli grattacapi, spese e, a volte, anche azioni giudiziarie di non poco conto ai fini del risarcimento per i danni subiti.
In tali casi, ossia quando il proprietario del piano inferiore trova delle chiazze evidenti di umidità nel proprio solaio, come si deve comportare nei confronti del condomino soprastante?
Cosa fare?
La prima cosa da fare avvistata l’infiltrazione dal piano superiore è quella di avvisare immediatamente l’amministratore di condominio. Negli ultimi anni grazie alle nuove tecnologie è possibile individuare la natura dell’umidità grazie alla termografia.




RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI

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RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
INTRODUZIONE
Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio beneficiano di importanti agevolazioni fiscali, sia quando si effettuano sulle singole unità abitative sia quando riguardano lavori su parti comuni di edifici condominiali. La più conosciuta tra queste agevolazioni è sicuramente quella disciplinata dall’articolo16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi), che consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Per le spese effettuate nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 30 giugno 2013, il decreto legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la percentuale di detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio. Questi maggiori importi sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi. Da ultimo, la legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 27 dicembre 2017) ha rinviato al 31 dicembre 2018 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%) e del limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Salvo che non intervenga una nuova proroga, dal 1° gennaio 2019 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro. Dal 2018, tuttavia, la stessa legge di bilancio ha introdotto l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici. Questa nuova comunicazione è necessaria per monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito con la realizzazione degli interventi di recupero edilizio. I benefici fiscali per i lavori sul patrimonio immobiliare non si esauriscono con la detrazione Irpef. Altre significative agevolazioni, infatti, sono state introdotte negli anni. Tra queste, per esempio, la possibilità di pagare l’Iva in misura ridotta e quella di portare in detrazione gli interessi passivi pagati sui mutui stipulati per ristrutturare l’abitazione principale. E ancora, le detrazioni per l’acquisto di immobili a uso abitativo facenti parte di edifici interamente ristrutturati e quelle per la realizzazione o l’acquisto di posti auto. La guida intende fornire le indicazioni utili per richiedere correttamente tutti questi  benefici fiscali, illustrando modalità e adempimenti.
1. AGEVOLAZIONI PER IL RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO
È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte dei costi sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.
1.1 SINGOLE UNITÀ ABITATIVE
1.1.1 In cosa consistono
Per i lavori effettuati sulle singole unità abitative è possibile usufruire delle seguenti detrazioni:  50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2018, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare  36%, con il limite massimo di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare, delle somme che saranno pagate dal 1° gennaio 2019. L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi.1.1.2 Chi può usufruirne Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:  proprietari o nudi proprietari titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)  locatari o comodatari soci di cooperative divise e indivise imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce  soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali. Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture:  il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo  il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge  il componente dell’unione civile (la legge n. 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone delle stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili) il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1°gennaio 2016.In questi casi, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile. Nel caso di due comproprietari di un immobile, se la fattura e il bonifico sono intestati a uno solo di essi, ma le spese di ristrutturazione sono state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto che non è stato indicato nei predetti documenti, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da quest’ultimo sostenuta. Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto all’agevolazione se:  è stato immesso nel possesso dell’immobile  esegue gli interventi a proprio carico  è stato registrato il compromesso entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui si fa valere la detrazione. Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati. Dal 2018, infine, le detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia (compresi quelli per l’adozione di misure antisismiche) possono essere usufruite anche:  dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati  dagli enti che hanno le stesse finalità sociali dei predetti istituti; questi enti devono essere stati costituiti, e già operanti alla data del 31 dicembre 2013, nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “inhouse providing”. Le detrazioni spettano per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà, o gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica. Inoltre, possono usufruirne anche le cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci. 1.1.3 Per quali interventi I lavori sulle singole unità immobiliari per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono i seguenti. A. Interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia):- manutenzione straordinaria- restauro e risanamento conservativo - ristrutturazione edilizia Gli interventi devono essere effettuati su immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze. Non sono ammessi al beneficio fiscale delle detrazioni gli interventi di manutenzione ordinaria (spettanti solo per i lavori condominiali), a meno che non facciano parte di un intervento più vasto di ristrutturazione. MANUTENZIONE STRAORDINARIA Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso. Rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, a condizione che non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Esempi di manutenzione straordinaria: • installazione di ascensori e scale di sicurezza • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso • rifacimento di scale e rampe • interventi finalizzati al risparmio energetico • recinzione dell’area privata • costruzione di scale interne.
RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO
Sono compresi in questa tipologia gli interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili. Esempi di interventi di restauro e risanamento conservativo: • interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti • apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.
RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente. Esempi di ristrutturazione edilizia: • demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente• modifica della facciata • realizzazione di una mansarda o di un balcone • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda • apertura di nuove porte e finestre • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti. Riguardo agli interventi di ristrutturazione edilizia ammessi al beneficio della detrazione fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, tra l’altro, che:  per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una “nuova costruzione”  se la ristrutturazione avviene senza demolire l’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente in quanto l’ampliamento configura, comunque, una “nuova costruzione”. Questi stessi criteri si applicano anche agli interventi di ampliamento previsti in attuazione del cosiddetto Piano Casa (Ris. Agenzia delle Entrate n. 4/E del 2011). B. Interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nella precedente lettera A, e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.  C. I lavori finalizzati: - all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione) - alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992. La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna. Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%. D. Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti). In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza. A titolo esemplificativo, rientrano tra queste misure: • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione • porte blindate o rinforzate• apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti  apposizione di saracinesche • tapparelle metalliche con bloccaggi • vetri antisfondamento • casseforti a muro  fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
• apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline. . Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico. F. Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. Rientra tra i lavori agevolabili, per esempio, l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013). Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, eccetera) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione. Questi interventi possono essere realizzati anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia. G. Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari. Sono agevolate, inoltre, le spese necessarie per la redazione della documentazione obbligatoria idonea a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione. ATTENZIONE Riguardo alle spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche, sono previste detrazioni più elevate, che possono arrivare fino all’85% ed essere usufruite fino al 31 dicembre 2021 (su queste agevolazioni, note come “sisma bonus”, sarà pubblicata un’apposita guida). H. Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici. Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà diritto alla detrazione il semplice acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto tale fattispecie non integra un intervento sugli immobili (per esempio, non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas).  L’agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante). Tra le opere agevolabili rientrano: • l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti • il montaggio di vetri anti-infortunio • l’installazione del corrimano.
ALTRE SPESE AMMESSE ALL’AGEVOLAZIONE
Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione anche:  le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse  le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento  le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Dm 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge1083/71)  le spese per l’acquisto dei materiali  il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti  le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi  l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori  gli oneri di urbanizzazione  gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998). Non si possono invece detrarre le spese di trasloco e di custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.
1.2 PARTI CONDOMINIALI
1.2.1 In cosa consistono
Anche per la ristrutturazione delle parti comuni di edifici condominiali spettano le seguenti detrazioni:  50% delle spese sostenute (bonifici effettuati dall’amministratore) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2018, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare  36%, con il limite massimo di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare, delle somme che saranno pagate dal 1° gennaio 2019. Per parti comuni si intendono quelle riferibili a più unità immobiliari funzionalmente autonome, a prescindere dall’esistenza di più proprietari. Le parti comuni interessate sono quelle indicate dall’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del codice civile:  il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune  i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi o per altri simili servizi in comune  le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera.
1.2.2 Chi può usufruirne
Per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali le detrazioni spettano a ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà o dei diversi criteri applicabili ai sensi degli articoli 1123 e seguenti del codice civile. Il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio. In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi. L’amministratore rilascia una certificazione dalla quale risultano, tra le altre cose, l’ammontare delle spese sostenute nell’anno di riferimento e la quota parte millesimale imputabile al condomino. Nel caso in cui la certificazione dell’amministratore del condominio indichi i dati relativi a un solo proprietario, mentre le spese per quel determinato alloggio sono state sostenute anche da altri, questi ultimi, se possiedono i requisiti per avere la detrazione, possono fruirne a condizione che attestino sul documento rilasciato dall’amministratore (comprovante il pagamento della quota relativa alla spese) il loro effettivo sostenimento e la percentuale di ripartizione. Questo vale anche quando la spesa è sostenuta dal familiare convivente, dal componente dell’unione civile o dal convivente more uxorio del proprietario dell’immobile, che possono portare in detrazione le spese sostenute per i lavori condominiali. Sul documento rilasciato dall’amministratore indicheranno gli estremi anagrafici e l’attestazione dell’effettivo ostenimento delle spese.
CONDOMINI MINIMI
Per condominio minimo si intende un edificio composto da un numero non superiore a otto condòmini. I condomini che, non avendone l’obbligo, non hanno nominato un amministratore e non possiedono un codice fiscale, possono ugualmente beneficiare della detrazione per i lavori di ristrutturazione delle parti comuni. Con la circolare n. 3/E del 2 marzo 2016, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:  il pagamento deve essere sempre effettuato mediante l’apposito bonifico bancario/postale (sul quale è operata la ritenuta d’acconto da parte di banche o Posta)  in assenza del codice fiscale del condominio, i contribuenti riporteranno nei modelli di dichiarazione le spese sostenute indicando il codice fiscale del condomino che ha effettuato il bonifico. In sede di controllo si dovrà dimostrare che gli interventi sono stati effettuati sulle parti comuni dell’edificio. Se per la presentazione della dichiarazione il contribuente si rivolge a un Caf o a un intermediario abilitato, sarà tenuto a esibire, oltre alla documentazione generalmente richiesta, un’autocertificazione che attesti i lavori effettuati e che indichi i dati catastali degli immobili del condominio.
1.2.3 Per quali interventi
Gli interventi sulle parti comuni degli edifici residenziali, per i quali ogni condomino può richiedere la detrazione, sono quelli indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). In particolare, si tratta degli interventi di:  manutenzione ordinaria  manutenzione straordinaria  restauro e risanamento conservativo  ristrutturazione edilizia. Pertanto, oltre agli stessi interventi realizzati sulle proprietà private, sono agevolabili anche quelli di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni.
MANUTENZIONE ORDINARIA
Sono esempi di interventi di manutenzione ordinaria: le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, quelle necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage.
ALTRI LAVORI AGEVOLABILI
Tra i lavori ammessi all’agevolazione rientrano, come detto, gli stessi interventi per i quali si può usufruire della detrazione quando sono effettuati sulle singole unità abitative. Sono quelli indicati nell’art. 16-bis del Tuir e descritti precedentemente. Si tratta degli interventi:  necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi  effettuati per eliminare le barriere architettoniche o finalizzati a favorire la mobilità a persone con disabilità gravi (articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992)  utili a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi  finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico  effettuati per il conseguimento di risparmi energetici  per l’adozione di misure antisismiche  di bonifica dell’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici. ATTENZIONE: Riguardo alle spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche, sono previste detrazioni più elevate, che possono arrivare fino all’85% ed essere usufruite fino al 31 dicembre 2021 (su queste agevolazioni, note come “sisma bonus”, sarà pubblicata un’apposita guida).
1.3 L’AGEVOLAZIONE IVA
Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è possibile usufruire dell’aliquota Iva ridotta. A seconda del tipo di intervento, l’agevolazione si applica sulle prestazioni dei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, sulla cessione dei beni.
1.3.1 Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
Sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sulle unità immobiliari abitative, è prevista l’Iva ridotta al 10%. Sui beni, invece, l’aliquota agevolata si applica solo se ceduti nell’ambito del contratto di appalto. Tuttavia, quando l’appaltatore fornisce beni “di valore significativo”, l’Iva ridotta si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi. In pratica, l’aliquota del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi. ESEMPIO: a) costo totale dell’intervento: 10.000 euro b) costo per la prestazione lavorativa (manodopera): 4.000 euro c) costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari): 6.000 euro L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi (a – c = 10.000 - 6.000 = 4.000). Sul valore residuo dei beni (2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%. I “beni significativi” sono stati individuati dal decreto 29 dicembre 1999. Si tratta di:  ascensori e montacarichi  infissi esterni e interni  caldaie  video citofoni  apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria  sanitari e rubinetteria da bagni  impianti di sicurezza. La legge di bilancio 2018 fornisce un’interpretazione della norma che prevede l’aliquota Iva agevolata al 10% per i beni significativi, spiegando come individuare correttamente il loro valore quando con l’intervento vengono forniti anche componenti e parti staccate degli stessi beni (si pensi, per esempio, alle tapparelle e ai materiali di consumo utilizzati in fase di montaggio di un infisso). In particolare, viene precisato che la determinazione del valore va effettuata sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al manufatto principale. In sostanza, come l’Agenzia delle Entrate aveva già spiegato nella circolare n. 12/E del 2016, in presenza di questa autonomia i componenti o le parti staccate non devono essere ricompresi nel valore del bene ma in quello della prestazione (e quindi assoggettati ad aliquota Iva ridotta del 10%). Al contrario, devono confluire nel valore dei beni significativi e non in quello della prestazione se costituiscono parte integrante del bene, concorrendo alla sua normale funzionalità. La stessa legge di bilancio ha previsto, inoltre, che la fattura emessa da chi realizza l’intervento deve specificare, oltre all’oggetto della prestazione, anche il valore dei “beni significativi” forniti con lo stesso intervento.
QUANDO NON SPETTA L’AGEVOLAZIONE
Non si può applicare l’Iva agevolata al 10%:  ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori  ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente  alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio  alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori. In tal caso, la ditta subappaltatrice deve fatturare con l’aliquota Iva ordinaria del 22% alla ditta principale che, successivamente, fatturerà la prestazione al committente con l’Iva al 10%, se ricorrono i presupposti per farlo.
1.3.2 Lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione
Per tutti gli altri interventi di recupero edilizio è sempre prevista l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%. Si tratta, in particolare: A. delle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o d’opera relativi alla realizzazione degli interventi di  restauro  risanamento conservativo  ristrutturazione B. dell’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, forniti per la realizzazione degli stessi interventi di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, individuate dall’articolo 3, lettere c) e d) del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con Dpr n. 380/2001. L’aliquota Iva del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera). L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.
1.4 LE REGOLE DA RISPETTARE PER AVERE LE DETRAZIONI
1.4.1 Principi generali
Fino al 31 dicembre 2018 il limite massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione del 50% è di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Questo limite è annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze unitariamente considerate, anche se accatastate separatamente. Gli interventi edilizi effettuati sulla pertinenza non hanno, infatti, un autonomo limite di spesa, ma rientrano nel limite previsto per l’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio. Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%. Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto. Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta. ESEMPIO: Se la quota annua detraibile è di 1.200 euro e l’Irpef (trattenuta dal sostituto d’imposta o comunque da pagare con la dichiarazione dei redditi) nell’anno in questione ammonta a 1.000 euro, la parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non può essere recuperata in alcun modo. L’importo eccedente, infatti, non può essere richiesto a rimborso né conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.
LA RIPARTIZIONE DELLA DETRAZIONE
La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi. Il contribuente che, pur avendone diritto, non ha usufruito dell’agevolazione in uno o più anni (ad esempio, per incapienza o perché esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi), nei successivi periodi d’imposta può comunque beneficiare della detrazione, indicando in dichiarazione il numero della rata corrispondente.
CUMULABILITÀ CON LA DETRAZIONE IRPEF PER IL RISPARMIO ENERGETICO
La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per gli stessi interventi dalle disposizioni sulla riqualificazione energetica degli edifici (detrazione attualmente pari al 65%). Pertanto, nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni per la riqualificazione energetica che in quelle per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente può fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio.
1.4.2 Cosa fare per ottenerle
Negli ultimi anni gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sono stati semplificati e ridotti. È sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.
COMUNICAZIONE ALL’AZIENDA SANITARIA LOCALE
Deve essere inviata all’Azienda sanitaria locale competente per territorio una comunicazione (con raccomandata A.R. o altre modalità stabilite dalla Regione) con le seguenti informazioni:  generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi  natura dell’intervento da realizzare  dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione  data di inizio dell’intervento di recupero. La comunicazione preliminare all’Asl non va fatta in tutti i casi in cui i decreti legislativi relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono tale obbligo. Nella Provincia di Bolzano la comunicazione preventiva deve essere inviata esclusivamente all’Ispettorato del Lavoro.
COMUNICAZIONE ALL’ENEA
Per monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito con la realizzazione degli interventi, la legge di bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici. L’invio della documentazione all’Enea va effettuato attraverso il sito http://ristrutturazioni2018.enea.it, entro 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo. Solo per gli interventi la cui data di fine lavori (o di collaudo) è compresa tra il 1° gennaio 2018 e il 21 novembre 2018 il termine dei 90 giorni decorre da quest’ultima data. Gli interventi soggetti all’obbligo della comunicazione all’Enea.
COMPONENTI E TECNOLOGIE INTERVENTO STRUTTURE EDILIZIE: • riduzione della trasmittanza delle pareti verticali che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi e dal terreno • riduzione delle trasmittanze delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi • riduzione della trasmittanza termica dei pavimenti che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi e dal terreno INFISSI riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi.
IMPIANTI TECNOLOGICI: • installazione di collettori solari (solare termico) per la produzione di acqua calda sanitaria e/o il riscaldamento degli ambienti • sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per il riscaldamento degli ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto • sostituzione di generatori con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto • pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto • sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto • microcogeneratori (Pe<50kWe) • scaldacqua a pompa di calore • generatori di calore a biomassa • installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze • installazione di sistemi di termoregolazione e building automation • installazione di impianti fotovoltaici
ELETTRODOMESTICI (di classe energetica minima prevista A+, ad eccezione dei forni la cui classe minima è a A) forni – frigoriferi – lavastoviglie - piani cottura elettrici – lavasciuga – lavatrici (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017. Una guida rapida per la trasmissione dei dati, realizzata dall’Enea, è disponibile in formato elettronico sul sito internet: http://www.acs.enea.it/ristrutturazioni-edilizie/.
1.4.3 Come pagare i lavori
Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:  causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)  codice fiscale del beneficiario della detrazione  codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di urbanizzazione, diritti per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere assolte con altre modalità. Quando vi sono più soggetti che sostengono la spesa e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio. Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento. Se l’ordinante del bonifico è una persona diversa da quella indicata nella disposizione di pagamento quale beneficiario della detrazione, in presenza di tutte le altre condizioni previste dalla norma, la detrazione deve essere fruita da quest’ultimo (circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 17/E del 24 aprile 2015).
Ritenuta sui bonifici
Al momento del pagamento del bonifico, banche e Poste Italiane Spa devono operare una ritenuta dell’8% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori. Con la circolare n. 40 del 28 luglio 2010 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le istruzioni operative in merito all’applicazione di questo adempimento. Con riferimento alle spese sostenute in favore dei Comuni, se il contribuente paga con bonifico, pur non essendo tenuto a tale forma di versamento, deve indicare nella motivazione del pagamento il Comune, come soggetto beneficiario e la causale del versamento (per esempio, oneri di urbanizzazione, Tosap, eccetera). In questo modo, la banca o Poste Spa non codificano il versamento come importo soggetto a ritenuta. Sono validi, ai fini della detrazione, anche i bonifici effettuati tramite conti aperti presso gli “Istituti di pagamento”, cioè le imprese, diverse dalle banche, autorizzate dalla Banca d’Italia a prestare servizi di pagamento. In questi casi, però, per poter usufruire dell’agevolazione è necessario che l’istituto, in qualità di sostituto d’imposta, assolva tutti gli adempimenti riguardanti il versamento della ritenuta d’acconto, della certificazione della stessa (tramite modello CU) e della trasmissione della dichiarazione (modello 770).
SPESE PAGATE TRAMITE FINANZIAMENTO
Se i lavori sono stati pagati da una società finanziaria che ha concesso un finanziamento al contribuente, quest’ultimo potrà ugualmente richiedere l’agevolazione, in presenza degli altri presupposti, a condizione che:  la società che concede il finanziamento paghi l’impresa che ha eseguito i lavori con bonifico bancario o postale da cui risultino tutti i dati previsti dalla legge (causale del versamento con indicazione degli estremi della norma agevolativa, codice fiscale del soggetto per conto del quale è eseguito il pagamento, numero di partita Iva del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato)  il contribuente sia in possesso della ricevuta del bonifico effettuato dalla società finanziaria al fornitore della prestazione. Ai fini della detrazione, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del bonifico da parte della finanziaria.
1.4.4 I documenti da conservare
I contribuenti che usufruiscono dell’agevolazione devono conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011. In particolare, oltre alla ricevuta del bonifico, sono tenuti a conservare le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione. Questi documenti, che devono essere intestati alle persone che fruiscono della detrazione, potrebbero essere richiesti, infatti, dagli uffici finanziari che controllano le loro dichiarazioni dei redditi. Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione necessaria, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione. Inoltre, il contribuente deve essere in possesso di:  domanda di accatastamento, se l’immobile non è ancora censito  ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Imu), se dovuta  delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi sulle parti condominiali  dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori del possessore dell’immobile, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi  abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.
1.4.5 Se cambia la proprietà o il possesso
VENDITA DELL’IMMOBILE
Se l’immobile sul quale è stato eseguito l’intervento di recupero edilizio è venduto prima che sia trascorso l’intero periodo per fruire dell’agevolazione, il diritto alla detrazione delle quote non utilizzate è trasferito, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente dell’unità immobiliare (se persona fisica). In sostanza, in caso di vendita e, più in generale, di trasferimento per atto tra vivi, il venditore ha la possibilità di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica) dell’immobile. Tuttavia, in assenza di specifiche indicazioni nell’atto di compravendita, il beneficio viene automaticamente trasferito all’acquirente dell’immobile. Per stabilire chi può fruire della quota di detrazione relativa a un anno, occorre individuare il soggetto che possedeva l’immobile al 31 dicembre di quell’anno. Il trasferimento di una quota dell’immobile non determina un analogo trasferimento del diritto alla detrazione, che avviene solo in presenza della cessione dell’intero immobile. Se, tuttavia, per effetto della cessione della quota chi acquista diventa proprietario esclusivo dell’immobile, la residua detrazione si trasmette all’acquirente.
IMMOBILE IN USUFRUTTO
In caso di costituzione del diritto di usufrutto, sia a titolo oneroso sia a titolo gratuito, le quote di detrazione non fruite non si trasferiscono all’usufruttuario, ma rimangono al nudo proprietario.
IMMOBILE IN EREDITÀ
In caso di decesso dell’avente diritto, la detrazione non fruita in tutto o in parte è trasferita, per i rimanenti periodi d’imposta, esclusivamente all’erede o agli eredi che conservano la “detenzione materiale e diretta dell’immobile”. La condizione della detenzione del bene deve sussistere non soltanto per l’anno di accettazione dell’eredità ma anche per ciascun anno per il quale si vuole fruire delle residue rate di detrazione. Se, per esempio, l’erede che deteneva direttamente l’immobile ereditato successivamente concede in comodato o in locazione l’immobile stesso, non potrà fruire delle rate di detrazione di competenza degli anni in cui non ha più la detenzione materiale e diretta del bene. Potrà beneficiare delle eventuali rate residue di competenza degli anni successivi al termine del contratto di comodato o di locazione. In caso di vendita o di donazione da parte dell’erede che ha la detenzione materiale e diretta del bene, le quote residue della detrazione non fruite da questi non si trasferiscono all’acquirente o donatario, neanche quando la vendita o la donazione sono effettuate nello stesso anno di accettazione dell’eredità.
FINE LOCAZIONE O COMODATO
La cessazione dello stato di locazione o comodato non fa venir meno il diritto all’agevolazione dell’inquilino o del comodatario che ha eseguito gli interventi, il quale continuerà a fruire della detrazione fino alla conclusione del periodo di godimento.
1.4.6 Quando si possono perdere
Le detrazioni non sono riconosciute e l’importo eventualmente fruito viene recuperato dagli uffici quando:  non è stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente, se obbligatoria  il pagamento non è stato eseguito tramite bonifico bancario o postale o è stato effettuato un bonifico che non riporti le indicazioni richieste (causale del versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione, numero di partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato). In merito a questo adempimento, con la circolare n. 43/E del 18 novembre 2016, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il contribuente non perde il diritto all'agevolazione se, per errore, ha utilizzato un bonifico diverso da quello “dedicato” o se lo ha compilato in modo errato, cioè in maniera tale da non consentire a banche, Poste italiane o altri istituti di pagamento di effettuare la ritenuta d’acconto dell’8%. Per usufruire dell’agevolazione, tuttavia, in queste ipotesi è necessario farsi rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui il beneficiario dell’accredito attesti di aver ricevuto le somme e di averle incluse nella propria contabilità d’impresa  non sono esibite le fatture o le ricevute che dimostrano le spese effettuate  non è esibita la ricevuta del bonifico o questa è intestata a persona diversa da quella che richiede la detrazione  le opere edilizie eseguite non rispettano le norme urbanistiche ed edilizie comunali  sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative agli obblighi contributivi. Per queste violazioni il contribuente non perde l’agevolazione se è in possesso di una dichiarazione della ditta esecutrice dei lavori (resa ai sensi del Dpr 445/2000) che attesta l’osservanza delle suddette norme.





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